Chesil Beach, di Dominic Cooke

Chesil Beach, di Dominic Cooke

Chesil beach, di Dominic Cooke

Esce oggi nelle sale italiane Chesil Beach, il film diretto da Dominic Cooke tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan, che della pellicola è sceneggiatore e produttore. L’ho visto in anteprima e mi ha commosso, indignato e stupito per la delicatezza con la quale riesce a entrare nel vivo di storie complesse e dolorose. Bellissimo e struggente, spinge a riflettere sui grandi temi che regolano la convivenza tra le persone.

Inghilterra, inizio anni Sessanta. Edward e Florence sono due giovani sposi, li incontriamo emozionati e innamorati mentre si apprestano a passare la loro prima notte insieme.
Lui è un aspirante storico e proviene da una famiglia modesta al contrario di lei che, invece, è una promettente violinista e appartiene alla ricca borghesia.

Dalle prime immagini si capisce come la narrazione e la regia siano dedite all’attenzione ai dettagli. I dialoghi, le inquadrature, la fotografia, danno vita a un insieme ricco ma nel quale ogni elemento trova il giusto spazio.
I temi cinematografici sono gli stessi che abbiamo conosciuto nel fortunato romanzo di McEwan: il contesto storico è fondamentale per comprendere e apprezzare a fondo la storia. Sono gli anni nei quali si parla di emergenza nucleare e dell’erezione del muro di Berlino, anni di educazione rigida, bigotta e moralista, ma anche gli anni dei movimenti liberali che arrivano dagli USA e fanno presagire la rivoluzione culturale che investirà la fine del decennio.
La coppia però sembra immobile, a Chesil Beach. Il vento di cambiamento e il passato stantio sembrano annullarsi a vicenda e culminare in una stanchezza che si impossessa di marito e moglie ancor prima che possano raggiungere la camera da letto, e concedersi finalmente l’uno all’altra.
La cena che prelude alla notte, rivela le differenze tra i due. Scopriamo le loro storie attraverso flashback che fanno dialogare il presente e il passato e rivelano un rapporto che difficilmente potrà risolversi nella comprensione. Emergono traumi, chiusure, sofferenze e tabù che dall’inconscio riaffiorano e scomodano la quiete dell’anima.

La prima notte si rivela disastrosa, e sembra segnare un punto di non ritorno nella relazione.

Chesil Beach racconta, in contrasto con l’immagine limpida dei luoghi in cui si svolge, l’oscurità che può avvolgere la mente umana.
Nel determinarsi come individui, Edward e Florence perdono l’identità di coppia, ed è proprio il tema della percezione del sé a essere al centro del dramma sentimentale di Cooke.
Cosa siamo disposti a perdere, per ritrovare noi stessi?

Regia: Dominic Cooke.
Con: Saoirse Ronan, Billy Howle, Emily Watson, Adrian Scarborough, Annie-Marie Duff, Samuel West
Titolo originale: On Chesil Beach
Gran Bretagna, 2017
Casa di produzione: BBC Films, Number 9 Films
Distribuzione in Italia: Cinema di Valerio De Paolis
Uscita nelle sale italiane: giovedì 15 novembre 2018 distribuito da Cinema

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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