Gli inconvenienti della vita, di Peter Cameron

Gli inconvenienti della vita, di Peter CameronGli inconvenienti della vita è un libro composto da due racconti lunghi: a fine della mia vita a New York e Dopo l’inondazione.

Il primo racconto ci porta in un appartamento di Tribeca, nel cuore pulsante della Grande Mela, dove vivono Stefano e Theo, avvocato di successo l’uno e scrittore senza più stimoli l’altro.

Il loro è un rapporto costellato di ombre, come quelle che Theo ama lasciar entrare dalla finestra sul far della sera, in quell’unico momento in cui l’oscurità lo rende simile a tutti gli altri; sì perché Theo porta sul corpo i segni di un terribile incidente che gli impedisce di guardarsi serenamente allo specchio, e che lo fa sentire bersaglio degli sguardi degli altri.

Stefano cerca di portare equilibrio nella coppia, ma si rende tragicamente conto di come ogni stimolo vitale stia abbandonato il compagno che si avvicina pericolosamente a uno stato di totale apatia.

Theo dall’altra parte sente continuamente il bisogno di ribadire la sua condizione di sofferenza e la sua sfiducia nel futuro, inanellando una serie di menzogne che immagina possano servire a procrastinare alcune decisioni importanti, ma che aumentano invece il suo malessere esistenziale.

Dopo l’inondazione è ambientato invece in una cittadina di provincia nella quale vivono i Bird, marito e moglie pensionati che su invito del reverendo della parrocchia ospitano gli Escobedo, una famigliola sfollata dalla propria casa in seguito allo straripamento del fiume che la costeggiava.

La convivenza con persona sconosciute crea una frattura interna alla coppia. I coniugi sembrano allontanarsi reciprocamente: lui si rintana nel suo laboratorio dove confezione cinture da vendere online, lei si dedica alle faccende domestiche e ai pensieri che da tempo le riempiono la mente, legati a un dolore del passato che però sembra non poter diminuire.

Gli inconvenienti della vita

Due storie diverse, che raccontano la stessa disperazione di coppie spezzate a metà, ma anche singole anime spaccate a metà. Il cambiamento mette in crisi l’essere umano, questo sembra dirci Peter Cameron in questi due racconti che originariamente sono apparsi su Subtropics, la rivista di David Leavitt. Il cambiamento viaggia a velocità diversa a seconda delle persone, e cosa accade se il distacco diventa troppo ampio?

Non c’è risposta a questa domanda, ma c’è la vita che i personaggi conducono, provando a resistere, a volte crollando.

Il racconto è un genere di scrittura che a me piace molto, e credo sia prerogativa di pochi autori riuscire a maneggiarlo con la giusta sapienza. Sicuramente Peter Cameron è uno di quei pochi.

In poco più di cento pagine l’autore americano, grazie anche all’utilizzo di dialoghi di grande incisività, costruisce una dimensione di grande verità emotiva.

Cameron, Peter, Gli inconvenienti della vita, Adelphi, 2018, traduzione di Giuseppina Oneto, pp. 122, euro 16,00

Peter Cameron è uno scrittore statunitense. Si è laureato all’Hamilton College di New York nel 1982 in letteratura inglese.Ha venduto il suo primo racconto al The New Yorker nel 1983 dove ha successivamente pubblicate numerose altre storie. Il suo primo romanzo è stato una raccolta di racconti, da titolo In un modo o nell’altro, pubblicato da Harper & Row nel 1986 (in Italia da Rizzoli). Il suo secondo romanzo The Weekend, è stato pubblicato nel 1994 da Farrar, Straus & Giroux, che ha anche pubblicato Andorra, nel 1997 e Quella sera dorata nel 2002. Ha pubblicato anche Un giorno questo dolore ti sarà utile (2007), Paura della matematica (2008), Coral Glynn (Adelphi 2012) e Gli inconvenienti della vita (Adelphi 2018).

 

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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