Il branco uccide, di Marina Crescenti

Il Branco uccide, di Marina Crescenti

Il branco uccide, di Marina Crescenti

Che Il branco uccide – Caccia al Drago Giallo sia un thriller dalle tinte forti, è evidente fin dalle prime pagine. Marina Crescenti ci ha abituato a una scrittura nel raccontare fatti cruenti, e in questo romanzo in libreria per Nero Press conferma questa sua peculiarità.

Che cos’è il Branco? Un gruppo al quale sono affiliate più persone, ragazzi e ragazze che vivono ai margini della società, rifiutati dal sistema o che quel sistema lo combattono. Giovani abituati a vivere al limite, che hanno alle spalle un passato pesante, che vivono un presente assente e lottano per un futuro riscatto. Lo fanno insieme, perché quello che hanno creato è un sistema in perfetto equilibrio che si regge grazie all’apporto di tutti.

E allora forse non ci si dovrebbe chiedere cosa sia il Branco, ma chi sia il Branco. Perché il Branco sembra essere un soggetto a sé stante, il risultato di volontà ed energie che hanno dato vita a una macchina violenta.

Una macchina che però non può funzionare senza che tutti gli ingranaggi si incastrino alla perfezione, per questo quando lo spettro del Drago Giallo, un avversario spietato e temibile, cerca di minare la solidità del Branco con azioni terribili, il gruppo rischia di crollare.

Il Branco uccide, caccia al Drago Giallo

I dialoghi che animano il romanzo si intrecciano bene all’introspezione psicologica dei personaggi. La trama è costruita da frequenti cambi di scena che se inizialmente possono spiazzare, creano in realtà un ritmo veloce che rende alla perfezione il senso di ciò che accade nella storia.

Si fermò solo dopo aver raggiunto un luogo dimenticato da Dio. Le fronde dei pioppi si agitavano al vento, il frusciare gli tenne compagnia mentre s’iniettava la ketamina nella coscia attraverso la tela dei jeans. Invertì la successione, tanto ne era avido. Pigliò dalla tasca una bustina di coca. Si lasciò andare contro il poggiatesta e chiuse gli occhi.

Oscar è uno dei personaggi centrali: drogato, ossessionato, violento, è anche la mente lucida del gruppo. Attorno a lui si costruisce il mito del Drago Giallo, qualcuno che forse esiste solo negli incubi peggiori, ma che pian piano esce dall’ombra e prende la forma di uno strumento di morte.

Da leggere tutto d’un fiato.

Crescenti, Marina, Il branco uccide. Caccia a Drago Giallo, Nero Press, 2019, pp. 192, euro 13,00

Marina Crescenti è nata a Benevento e vive a Pavia. Laureata in Economia e Commercio ha pubblicato Le Perle – Storia, tecnologia e mercato e numerosi articoli in riviste scientifiche specializzate.
Oggi è autrice di racconti e romanzi tra cui Al sangue non si comanda (2016, Novecento Editore) e della biografia di Luc Merenda La mia vita a briglie sciolte (2017, Bloodbuster Edizioni Milano). Il branco uccide. Caccia a Drago Giallo, è il suo nuovo romanzo.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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