Il fiume della coscienza, di Oliver Sacks

Il fiume della coscienza, di Oliver Sacks

Il fiume della coscienza, di Oliver Sacks

Si potrebbe pensare a Il fiume della coscienza come al testamento di Oliver Sacks, considerando che questa raccolta di scritti è stata realizzata poche settimane prima della sua morte e poi affidata a dei collaboratori per essere sistemata e data alla stampa.
Si potrebbe, certo, ma nell’immaginario comune questo sostantivo si associa a qualcosa che resta solo perché qualcos’altro si è perso per sempre, mentre il libro pubblicato da Adelphi, pur se postumo, non ha in sé nulla che abbia a che fare con la perdita.

E allora invece che a un testamento penso a un patto che il professore inglese ha voluto stringere con tutti noi, regalandoci quest’ultima opera in cambio dell’impegno a non smettere mai di pensare in grande, e di andare oltre i limiti visibili di ciò che ci circonda.

Il fiume della coscienza

Il fiume della coscienza raccoglie dieci saggi brevi, veloci, che poggiano sulla base della neurologia ma si aprono a molte altre discipline quali la letteratura, la chimica, la botanica e la psicologia.

“Nel 1993, in prossimità del mio sessantesimo compleanno, cominciai a sperimentare un fenomeno curioso: l’emergere nella mente – spontaneo e non sollecitato – di ricordi remotissimi, rimasti dormienti per più di cinquant’anni. E non meri ricordi, ma anche le disposizioni d’animo, i pensieri, le atmosfere e le passioni associati ad essi: soprattutto ricordi della mia infanzia a Londra, prima della seconda guerra mondiale.
(…) Accettavo come inevitabile l’aver dimenticato o perduto moltissimo; tuttavia davo per scontato che i ricordi rimasti – soprattutto quelli molto intensi, concreti e circostanziati – fossero essenzialmente validi e attendibili, e fu uno shock quando scoprii che invece alcuni di essi non lo erano affatto”.

Sacks condivide momenti di grande intimità, ma la riflessione non è mai fine a sé stessa e si apre continuamente al dialogo con la conoscenza, e col libero pensiero dei grandi che l’hanno preceduto.
“«Il tempo, dice Jorge Luis Borges, è la sostanza di cui sono fatto. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume». I nostri movimenti e le nostre azioni sono estesi nel tempo al pari delle nostre percezioni, dei nostri pensieri, dei contenuti della coscienza. Noi viviamo nel tempo, lo organizziamo, siamo in tutto e per tutto sue creature. Ma il tempo in cui viviamo, il tempo di cui viviamo, è continuo come il fiume di Borges? Oppure è più simile a una successione di momenti discreti, come un filo di perle?”

E ancora.
“Darwin tracciò lo schizzo di un albero della vita. La sua forma ramificata, così archetipica e potente, rifletteva l’equilibrio tra evoluzione ed estinzione. Darwin enfatizzò sempre la continuità della vita, il fatto che tutti gli esseri viventi discendessero da un antenato comune e che, in questo senso, noi siamo tutti imparentati gli uni con gli altri. Gli esseri umani quindi, sono imparentati non solo con le antropomorfe e con gli altri animali, ma anche con le piante. (…) E tuttavia, grazie alla variazione – il grande motore della seleziona naturale -, ogni specie è unica, come pure ogni individuo”.

Da Borges a Freud, passando per Darwin, Sacks ci insegna ancora una volta che tutte le forme di vita hanno delle caratteristiche che sono costanti nel tempo, e che molte di queste caratteristiche, anche quando riguardano organismi elementari, sono simili a quelle umane.
Il patto è siglato, a noi il compito di onorarlo.

Sacks, Oliver, Il fiume della coscienza, Adelphi, traduzione di Isabella C. Blum, pp. 213, euro 19,00

Oliver Wolf Sacks (Londra, 9 luglio 1933 – New York, 30 agosto 2015) è stato un medico, chimico, scrittore e accademico britannico, dal 2012 docente di neurologia alla New York University School of Medicine. Tra il 2007 e il 2012 è stato docente di neurologia e psichiatria alla Columbia University, dove tra l’altro era riconosciuto come un Columbia Artist. Precedentemente aveva trascorso diversi anni nella Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University di New York ed era stato professore esterno all’Università di Warwick nel Regno Unito.
Sacks è stato autore di numerosi libri best seller,molti dei quali hanno per soggetto persone con disturbi neurologici. Il suo libro del 1973 Risvegli fu adattato in un film omonimo nel 1990. Il suo libro Musicofilia fu l’oggetto di un episodio della serie Nova della PBS.

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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