Il grande sonno, di Raymond Chandler

Il grande sonno, di Raymond Chandler

Il grande sonno, di Raymond Chandler

Cinico, politicamente scorretto, dipendente da fumo e alcol e misogino quanto basta: impossibile non amare Philip Marlowe! È evidente che la passione non possa nascere dai discutibili tratti caratteriali, ma basta addentrarsi nelle prime pagine de Il grande sonno, primo romanzo di Raymond Chandler nel quale compare il detective privato – già protagonista di due racconti -, per farsi catturare dalla personalità densa e multiforme di quest’uomo americano che vive a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta.

Il romanzo, uscito per la prima volta nel 1939, è stato ridato alle stampe nel 2019 da Adelphi, che ha avviato con questo titolo la ripubblicazione delle opere di Chandler.

Per comprendere bene l’importanza di questo romanzo e del ruolo che ha avuto nel panorama letterario è necessario un approfondimento di genere; Il grande sonno è correttamente considerato un poliziesco, ma è anche uno dei primi e più importanti esempi di hard boiled, una categoria letteraria nata con Samuel Hammett negli anni Venti e perfezionata poi da Raymond Chandler, e che ha la caratteristica di staccarsi dal genere deduttivo e porta chi indaga a essere parte attiva di vicende violente, losche, criminali, rischiando spesso la sua stessa vita.

Il grande sonno

Los Angeles. Il generale Sternwood, arricchitosi come petroliere, convoca nella sua villa il detective Marlowe per chiedergli di indagare sull’ambiguo
Arthur Gwynn Geiger
, un tizio di discutibile morale che gli ha fatto recapitare un biglietto nel quale fa riferimento a una cambiale firmata dalla minore delle sue figlie, Carmen. Sternwood chiarisce subito di non voler far menzione della missiva con la figlia, della quale sottolinea alcune fragilità, e trova il modo di parlare a Marlowe anche di Rusty Regan, che poco dopo aver sposato l’altra figlia, Vivian, donna di grande fascino ma col vizio del gioco, sparisce nel nulla.

Marlowe accetta di indagare sul conto di Geiger, ma lasciando la casa non può fare a meno di provare un senso di miseria dovuto alla sofferenza che traspare dal generale, che già paraplegico sembra essersi arreso alla possibilità di recuperare le figlie, ognuna delle quali persa in un proprio mondo. L’investigatore comincia a informarsi sul conto di Geiger partendo dalla libreria antiquaria che possiede, e scopre immediatamente che l’attività è solo una copertura per un traffico di materiale pornografico. Decide così appostarsi vicino a casa sua per comprendere meglio quali siano le sue abitudini e chi frequenti, ma mentre cerca indizi sente degli spari provenire dall’interno, decide di fare irruzione e trova l’antiquario morto vicino a una macchina fotografica che inquadra Carmen Sternwood nuda e palesemente drogata.

Non si tratta più solo di indagare sul conto di una persona, si tratta di scoprire chi l’ha uccisa, e Marlowe dà fondo a tutte le sue risorse, lecite e non, per cercare di sciogliere un intreccio che si fa sempre più complesso e che porta con sé altri morti ammazzati. La vicenda dura pochi giorni, eppure il tempo sembra dilatarsi per la quantità dei fatti che accadono e delle riflessioni che stimolano. Marlowe si presenta subito per l’uomo solitario e sprezzante che è, e queste caratteristiche lo rendono perfetto per lavorare su un caso che, per essere risolto, non può essere studiato da fuori ma vissuto da dentro, con la consapevolezza di doversi sporcare le mani e di poter perdere molto.

Chandler, Raymond, Il grande sonno, Adelphi, 2019, traduzione di Gianni Pannofino, pp. 261, euro 19,00

Raymond Chandler (Chicago 1888 – La Jolla 1888) è stato uno scrittore e sceneggiatore, il più importante autore di narrativa hard boiled. Dopo essersi trasferito in Inghilterra e aver compiuto i suoi studi lì, ritorna in America e si stabilisce in California. Inizia a lavorare nel campo petrolifero, ma nel 1933 collabora con la rivista gialla «Black Mask» che aveva lanciato il genere poliziesco d’azione. Nel 1939 pubblica il suo primo romanzo, Il grande sonno. Nel 1943 firma un contratto con la Paramount e inizia a lavorare per il cinema come sceneggiatore (film come La fiamma del peccato, The Unseen e L’altro uomo). Entrato nel tunnel dell’alcolismo, a seguito della morte della moglie, tenta il suicidio. Iniziano i soggiorni in cliniche private per disintossicarsi.
Con Il grande sonno, uscito per la prima volta nel 1939 , Adelphi avvia la pubblicazione di tutte le opere di Chandler.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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