Il party, di Elizabeth Day

Il party, di Elizabeth Day

Il party, di Elizabeth Day

ILa storia dell’amicizia tra Ben e Martin, nata sui banchi del prestigioso collegio di Burtonbury che il primo frequenta per appartenenza sociale e il secondo per meriti scolastici, è il fil rouge de Il party, romanzo di Elizabeth Day in libreria per Neri Pozza.

Martin è un ragazzo cresciuto con una madre anafettiva nella periferia inglese; studioso e solitario, quando gli ottimi risultati scolastici gli consentono di affrancarsi dalla grigiore della vita che conduce e di frequentare un istituto prestigioso, immagina di poter cancellare la monotonia che lo pervade.

Ben è il suo opposto: rampollo della famiglia Fitzmaurice, una delle più in vista dell’intera Inghilterra, è bello, spigliato e popolare tra ragazzi e ragazze.

L’incontro tra i due è l’incontro tra due mondi che sembrano non potersi parlare, eppure per caso – o si tratta di destino? – le loro vite si intrecciano in modo indissolubile.

Il party

Sono passati più di vent’anni da quando Ben e Martin si sono conosciuti, e nel corso del tempo i due hanno condiviso tantissimo. Martin ha trovato nell’amico, e nei suoi genitori, la famiglia che non ha avuto e dopo aver interrotto quasi del tutto i rapporti con la madre si è avvicinato sempre di più alle abitudini dei Fitzmaurice che, seppur con calcolato distacco, lo hanno inserito nella loro cerchia.

Da adulti però qualcosa nella loro amicizia si incrina; Ben ha accumulato ricchezza su ricchezza ed è sposato con la bellissima e algida Serena che gli ha dato quattro figli, mentre Martin è diventato uno scrittore di discreto successo e sta con Lucy, un’ordinaria e apparentemente anonima donna della media borghesia. Formalmente i due uomini hanno mantenuto il rapporto che li lega, ma entrambi sanno che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.

Questo qualcosa prende forma durante il party per i quarant’anni di Ben, organizzato nella sua nuova e lussuosa tenuta di campagna alla presenza di ospiti illustri, tra i quali il Primo Ministro inglese

È nel corso della serata che diventa chiaro cosa si sia intromesso nella loro amicizia, e in che modo.

Tra le pagine si scopre una storia lunga vent’anni dove emergono rimorsi, vendetta e ossessione.

Il party è un libro pregno di tensione narrativa in perfetto stile british che mi ha conquistato fin dalle prime righe. Ho amato l’intreccio e l’introspezione psicologica che fin dalle prime pagine promettono una lettura appassionata.

Il romanzo, scritto in prima persona per una ragione ben precisa (lo si scopre alla fine), insiste molto sul rapporto di dipendenza che Martin instaura nei confronti di Ben, e si concentra su quanto la volontà umana possa essere schiava di un’idea, anche quando quest’idea è palesemente distorta e malata.

Day, Elizabeth, Il party, Neri Pozza, 2019, traduzione di Serena Prina, pp. 350, euro 18,00

Elizabeth Day ha collaborato con numerosi giornali tra i quali il Telegraph, il Times, il Guardian e l’Observer. Il suo romanzo di debutto Scissors, Paper, Stone, ha vinto il Betty Trask Award ed è stato il libro dell’anno per l’Observer.
Tra le sue opere: Il party (Neri Pozza, 2019).

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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