Il pranzo della domenica, di Paolo Panzacchi

Il pranzo della domenica, di Paolo Panzacchi

Il pranzo della domenica, di Paolo PanzacchiIl pranzo della domenica è un noir che scivola nella spy story.

Bologna, 2016. Il Cavalier Giovanni Arienti è a capo di un’azienda che da decenni è un punto di riferimento per l’industria del territorio, e non solo.

L’età però si fa sentire, la salute vacilla e la crisi ha segnato profondamente le sorti dell’impresa di famiglia che i due figli, i gemelli Anita e Roberto, per vari motivi non riescono a gestire nel modo auspicato dal padre.

L’unica via percorribile sembra quella di vendere la proprietà a un gruppo industriale cinese, e proprio per chiudere questa transazione i gemelli partono alla volta di Shangai

Mentre i figli sono in volo, al cavalier Arienti accade però qualcosa di inaspettato, e quel qualcosa ha a che fare con un fatto del passato che torna prepotentemente nella sua vita cambiando e distruggendo tutto. Qualcosa che fa paura.

“La fretta è una pessima consigliera, dicono i saggi. La rabbia è un’altra pessima consigliera, aggiungerebbero alcuni. La voglia di vendetta aggiunge solo disperazione dove si rifugiano approssimazione e odio. In questa storia non c’è spazio per sentimenti positivi. È tutto nero. Come e più della notte. Come e più di questa notte”.

Anita e Roberto assistono nervosamente alla lettura del contratto di cessione, e non sanno che in quello stesso momento, a migliaia di chilometri di distanza, il loro padre sta compiendo un gesto inimmaginabile. Così come ignorano che un mercenario, che negli ultimi anni si è macchiato di azioni inenarrabili e la cui coscienza è macchiata di molto sangue, sta per entrare prepotentemente nelle loro vite.

Il Cavalier Arienti ha a cuore più di ogni altra cosa la sua famiglia, che ricorda riunita intorno a un tavolo durante il pranzo della domenica a chiacchierare amabilmente, ma è consapevole di come quei tempi siano lontani e di come i segreti che custodisce da molti anni siano sul punto di essere svelati. Sa che quei segreti significheranno la perdita dei suoi figli, ma ormai non può tornare indietro.

Paolo Panzacchi ha costruito una storia dalle tinte forte, padroneggiando benissimo i temi che tratta. L’alta finanza e una guerra senza padroni si mescolano dando vita a un noir all’ultimo respiro, nel quale i colpi di scena si susseguono senza tregua. Sullo sfondo rapporti famigliari che nascondono dietro un’apparente normalità un substrato d’odio e rancore e, su tutto, un inquietante dilemma: siamo tutti corruttibili?

Panzacchi, Paolo, Il pranzo della domenica, Laurana Editore, 2018, pp. 219, euro 14,90.

Paolo Panzacchi è nato a Sassuolo nel 1984 e vive a Ferrara. Nel 2015 per Maglio Editore è uscito il suo romanzo d’esordio L’ultima intervista vincitore del Premio della Critica al Premio Internazionale Città di Cattolica. Sempre nel 2015 il racconto Sette e sedici minuti è stato selezionato da Gianluca Morozzi per la raccolta Denti pubblicata da Fernandel, altri suoi racconti sono presenti in varie antologie. Nel 2018 per Pendragon è stato pubblicato Drammi quotidiani, il suo secondo romanzo.

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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