Il vangelo del boia, di Nicola Verde

Il vangelo del boia, di Nicola Verde

Il vangelo del boia, di Nicola Verde

Mastro Titta, all’anagrafe Giovanni Battista Bugatti, è un boia, il boia di Roma, e da quando ha diciassette anni è a servizio dello Stato Pontificio.
È il 17 agosto 1864 e Mastro Titta, che di anni ora ne ha più di ottanta, è sul patibolo per un’esecuzione; decapita due condannati, e nell’atto di esibire le teste mozzate al popolo, come era in uso all’epoca, una delle due gli sfugge di mano e cade a terra.
Un errore imperdonabile, che mette fine alla sua carriera. Ma il boia di Roma non sbaglia, ha eseguito più di cinquecento esecuzioni, è attento, preciso, metodico.

Cosa è successo, dunque, su quel patibolo?
Mastro Titta dal patibolo ha visto qualcosa, tra la folla, qualcosa che tornava da un passato che sembrava dimenticato.

Un passato che riporta a qualche anno prima, al 1861, quando nel giro di pochi mesi un innocente viene condannato per l’omicidio di un gendarme papalino e due cadaveri martoriati, di cui uno con la testa mozzata, vengono rinvenuti nel Tevere.
Un passato che ha il volto di Costanza Vaccari, il grande amore giovanile del boia, una donna talmente determinata che per favorire il rientro del marito nell’esercito, dal quale è stato cacciato per debiti di gioco, non esita a concedersi a uomini potenti, rimanendo così invischiata in giochi di potere intricati e pericolosi al punto che, per colpire il segretario di stato Antonelli, Costanza viene costretta dal giudice della Sacra Consulta, Eugenio Collemassi, a dichiarare il falso su fotomontaggi pornografici che hanno a che fare con le morti del ’61.
Un passato che ritorna prepotentemente nel presente di Mastro Titta, e che ha sullo sfondo Roma, una città teatro di omicidi, cerimonie segrete, lotte di classe e di potere senza esclusione di colpi.
Un thriller dall’ottimo impianto narrativo, che restituisce parte di una verità che, seppur scomoda, ha a che fare con la nostra storia.

Nicola Verde è nato a Succivo (CE) nel 1951 e vive a Roma. Ha scritto Sa morte secada, semifinalista al premio Scerbanenco; Un’altra verità, vincitore del premio Qualità editori indipendenti; Le segrete vie del maestrale, finalista al Festival Mediterraneo del giallo e del noir, e La sconosciuta del lago, vincitore della sezione romanzi storici dello stesso premio. Il vangelo del boia è stato finalista nel 2016 al premio Alberto Tedeschi.

Verde, Nicola, Il vangelo del Boia, Newton Compton, pp. 320, euro 9,90

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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