La donna nella pioggia, di Marina Visentin

La donna nella pioggia, di Marina Visentin

La donna nella pioggia, di Marina Visentin

Stella è un’illustratrice di successo, è sposata con Mattia, ha due bambine e vive in un bell’appartamento nei pressi della chiesa di Santa Maria della Grazie, a Milano.
La sua sembra la rappresentazione perfetta di un’esistenza perfetta, eppure da qualche tempo Stella sente che le manca qualcosa, e quel qualcosa sono ore della sua vita.
Provate a immaginare di uscire per andare a comprare il pane sotto casa e di accorgervi, una volta rientrati, che per un’azione che comporta solitamente qualche minuto, avete impiegato tre ore. Immaginate anche di non ricordare assolutamente cosa avete fatto, in quelle tre ore. Come vi sentireste?
Stella entra in un vortice di angoscia, panico e terrore, e sa che il tempo che non ricorda, quello svanito nella memoria, ha a che fare col senso di smarrimento che la accompagna fin da quando, piccolissima, ha perso la madre in uno strano incendio, dopo essere già rimasta orfana di padre. E sa che per ritrovare il tempo di oggi, deve tornare al suo passato.
Ha bisogno di notizie, di informazioni che possano mettere ordine nei pensieri confusi che da sempre la accompagnano, e la prima persona alla quale chiede conforto è l’adorato padre adottivo, che però si trincera dietro commenti vaghi e approssimativi. Inizia così un pellegrinaggio alla ricerca di informazioni sulla sua infanzia, e per trovarle cerca i testimoni di quegli anni. Da Torino alla Patagonia, passando per i Navigli, Stella cerca di avvicinarsi a quella verità che sembra esserle stata negata, e che può forse ricostruire tutto ciò che sembra stia crollando. Perché la verità rende liberi. Forse.
Marina Visentin ha scritto un thriller psicologico di grande spessore sul piano narrativo e nondimeno su quello etico. La trama ha il pregio di non cedere mai il passo alla monotonia, mantenendo sempre un livello alto di attenzione e interesse, e grande rilievo viene dato anche a tutto ciò che ha a che fare col comportamento umano tra bisogno, consuetudine e morale. Un’ottima lettura.

Visentin, Marina, La donna nella pioggia, Piemme, pp.420, euro 17,50

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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