La politica è una cosa seria, di Andrea Scanzi

La politica è una cosa seria, di Andrea Scanzi

La politica è una cosa seria, di Andrea Scanzi

Penso da sempre che sia il principio, inteso in senso classico, a regolare la politica.

Il pensiero che esistano delle buone leggi primordiali che regolino la realtà e la verità, e alle quali chiunque pratichi l’arte di governare si debba rifare, mi ha sempre affascinato e mi ha portato a osservare con curiosità gli eroi contemporanei che negli anni si sono fatti portatori di quest’arte.

Spinta da questo interesse mi sono avvicinata al libro che Andrea Scanzi ha scritto per Rizzoli: La politica è una cosa seria. Da Berlinguer a Salvini, dieci motivi per cacciare i pagliacci.

Con lo spirito critico e sagace che lo contraddistingue, Scanzi ha prodotto dieci ritratti tra presente e passato, più un intermezzo con autocritica, di politici italiani che hanno segnato la storia di metà del Novecento.

Da Ferruccio Parri a Silvio Berlusconi, passando per Pierluigi Bersani, l’autore – che scrive rigorosamente in prima persona -, confeziona dei capitoli brevi nei quali trovano spazio fatti storici, analisi politica e divertissement.

La politica è una cosa seria

Chissà perché, quando pensiamo a lui, pensiamo per prima cosa a quando esultò al Bernabeu. Oppure a quando giocò a carte con Zoff, Causio e Bearzot. O ancora, almeno per me è così, a quando negli Ottanta lo prendeva bonariamente in giro il Trio di Marchesini, Lopez e Solenghi. Oppure a quando convocò al Quirinale Andrea Pazienza, perché adorava le sue strisce di Paz e Pert, di cui era bizzarro e guerreggiante protagonista. Evidentemente Sandro Pertini è stato così popolare che è proprio la sua dimensione pop ad affiorare per prima.

Ho scelto un estratto del capitolo Nessuno come lui dedicato a Pertini perché lui è stato il presidente dei miei anni da bambina, e l’uomo amato dai miei adorati nonni partigiani. E non solo. Ho scelto Pertini perché incarnava e continua a incarnare il senso del principio cui facevo riferimento in apertura, e perché i suoi princìpi sembravano talmente alti da far pensare che tutto sarebbe andato bene.

La storia ci ha insegnato che le cose non sono sempre andate bene, anzi, e pur non volendo necessariamente attribuire colpe, nel libro si incontrano stimoli che non intendono orientare il pensiero ma aiutano a renderlo critico, che è poi quello che serve a ognuno di noi per poter sperare di compiere scelte ragionate non solo davanti all’urna elettorale, ma nel quotidiano.

Credo che la politica continui a essere una cosa bellissima quando significa partecipazione e i ritratti di Andrea Scanzi mi fanno pensare che siano ancora i princìpi a regolarla, intendendo con questo dire che laddove ci sono si generi – almeno nelle intenzioni -, una seria res publica, mentre in loro assenza si sia destinati a una mancanza di bontà.

La politica è una cosa seria. Sembra un paradosso doverlo ricordare, eppure questo più che un titolo pare un monito necessario. Mi piace pensare che il libro sia nato con l’intenzione di farci ricordare che noi cittadini abbiamo un ruolo in questo Paese, e che se esistono i mezzi per informarci abbiamo il dovere di sfruttarli per dotarci di un senso civico forte.

Scanzi, Andrea, La politica è una cosa seria, Rizzoli, 2019, pp. 125, euro 16,00

Andrea Scanzi è nato ad Arezzo nel 1974). Firma di punta del “Fatto Quotidiano”, è giornalista, scrittore, autore e interprete teatrale. Si è Laureato in Lettere nel 2000 con una tesi sui cantautori della prima generazione. Giornalista dal 1997, ha cominciato a scrivere per il “Mucchio Selvaggio”. Successivamente ha collaborato con “Il Manifesto”, “Il Riformista”, “L’Espresso”, “Rigore”, “MicroMega”, “Tennis Magazine”e altre testate.
Ha scritto su “La Stampa” dal 2005 al 2011, per poi passare al “Fatto Quotidiano”. Ha vinto il premio Sporterme 2003, il Coni 2005, e il Durruti 2010. Il primo libro pubblicato è stato l’autobiografia di Roberto Baggio, dei cui testi Scanzi è stato fra i curatori. Poi ha pubblicato con Limina, PeQuod, Giunti, Mondadori e nel 2011 Feltrinelli, con I cani lo sanno.
Tra i suoi libri più noti ricordiamo, Elogio dell’ invecchiamento (Oscar Mondadori), Non è tempo per noiLa vita è un ballo fuori tempoI migliori di noi (tutti Rizzoli), Renzusconi (Paper First) e La politica è una cosa seria (Rizzoli, 2019).
Nel 2011 porta in tournée lo spettacolo teatrale Gaber se fosse Gaber, da lui scritto e interpretato. 

Share

Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *