La ragazza del Kyushu, di Matsumoto Seicho

La ragazza del Kyūshū, di Matsumoto Seichō

La ragazza del Kyushu, di Matsumoto Seicho

Pubblicato per la prima volta nel 1961, La ragazza del Kyūshū arriva finalmente in Italia grazie ad Adelphi Edizioni, che di Matsumoto Seichō aveva dato alle stampe il bellissimo Tokyo express lo scorso anno.

Una ragazza di appena vent’anni si rivolge a un noto avvocato di Tokyo per chiedergli di assistere il fratello che, accusato di omicidio, rischia la pena di morte.

Kiriko, questo il nome della giovane, ha intrapreso un viaggio lunghissimo e faticoso per raggiungere la capitale giapponese dalla regione del Kyūshū dove vive, e tutto per garantire la miglior difesa possibile all’uomo della cui innocenza è più che certa.

Le cose non vanno però come avrebbe desiderato, l’avvocato Ōtsuka Kinzō rifiuta il caso millantando mancanza di tempo ma probabilmente scoraggiato più che altro dalla mancanza di denaro della ragazza, che potrebbe saldare solo una parte della cospicua parcella.

La ragazza del Kyūshū

In poche parole rifiuta perché non posso pagarle la parcella?

Kiriko è una ragazza determinata nonostante abbia solo vent’anni, e prova diverse strade per convincere il penalista a tornare sui suoi passi prima di, suo malgrado, arrendersi all’evidenza.

Questo è l’inizio di un romanzo che sfugge alle semplici classificazioni: è sicuramente un giallo ma ha una componente psicologica fortissima che determina una tensione narrativa di grande impatto.

Il rifiuto dell’avvocato apre delle ferite che Kiriko cerca di rimarginare mettendo in atto una serie di rivalse. La ragazza giovane, che viene da lontano, si rivela lucida nella sua spietatezza, e a farne le spese sono più persone.

Intrigante e terribile, il romanzo di Matsumoto Seichō apre diversi quesiti legati soprattutto al rapporto che le persone hanno con se stesse e le verità che nascondono. Fedele alla tradizione giapponese che tanto amo, l’autore sembra porre tra il lettore e la scrittura un velo che possa lenire le emozioni troppo forti, salvo poi stracciarlo e lasciare che ogni azione, anche la più cruda, emerga e colpisca dritta al cuore.

Matsumoto, Seicho, La ragazza del Kyūshū, Adelphi, 2019, traduzione di
Gala Maria Follaco, pp. 208, euro 18,00

Seicho Matsumoto (1909-1992) è stato un giornalista e scrittore giapponese. Autore molto conosciuto in patria e vincitore del premio Akutagawa nel 1953, ha scritto oltre 300 romanzi e diversi racconti.
Da alcuni definito il “Simenon giapponese” è stato pubblicato per tre volte nel Giallo Mondadori: La Morte è in Orario del 1957 è l’opera più conosciuta, seguita da Come sabbia tra le dita del 1961 e Il palazzo dei matrimoni del 1998. Le tematiche dei suoi gialli affondano spesso le radici nei problemi sociali giapponesi, il tutto unito ad una predilezione per l’indagine strettamente logica ed intuitiva. Nel 2018 Adelphi ha pubblicato Tokyo Express, apparso nell’edizione originale nel 1958, da cui è stato tratto nel 2007 il film Ten to sen, con Takeshi Kitano. La ragazza del Kyūshū è stato pubblicato da Adelphi nel 2019.

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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