La signora del martedì, di Massimo Carlotto

La signora del martedì, di Massimo Carlotto

La signora del martedì, di Massimo Carlotto

Ogni martedì, dalle 15.00 alle 16.00, una misteriosa signora raggiunge la camera della pensione Lisbona dove vive Bonamente Fanzago in arte Zagor, un attore porno giunto suo malgrado alla fine di una brillante carriera e che da qualche tempo ha rispolverato il suo vecchio mestiere di gigolò.

I due stanno insieme per un’ora esatta, poi lei lascia i soldi sul comodino e se ne va sfilando davanti alla postazione del signor Alfredo Guastini, l’anziano proprietario della pensione che ama indossare eleganti abiti femminili d’altri tempi abbinati a cappellini vezzosi, e ancora di più ama prendersi cura del suo ospite, l’unico di tutta la struttura, che vede scivolare verso un invaghimento che potrebbe ferirlo e che teme possa compiere una scelta lavorativa inopportuna.

Bonamente ha solo quarantun anni ma è costretto ad abbandonare il mondo del porno a causa di un ictus che lo ha colpito e che pur non avendogli lasciato strascichi severi gli impedisce di prendere i farmaci necessari per prolungare l’erezione e andare in scena.
Depresso e avvilito, si crogiola nel pensiero dell’incontro settimanale con la sconosciuta verso la quale – ben ci ha visto il signor Alfredo! – comincia a provare sentimenti importanti.

La signora del martedì

La signora del martedì si chiama Alfonsina Malacrida, ma i più la ricordano come Nanà, finita in carcere con l’accusa di aver ucciso un uomo ricco e potente che l’aveva comprata dal padre quando era ancora una ragazzina. Alfonsina ha rimesso insieme a fatica pezzi di una normalità cercando di far dimenticare il proprio passato, ma la morte improvvisa di una persona a lei molto vicina la riporta al centro dell’attenzione e dei sospetti. Insieme a Bonamente e Alfredo.

E così tre persone molto diverse tra loro, ma accomunate dall’aver fatto nella vita scelte importanti e dolorose, si ritrovano unite nel cercare di sopravvivere a un sistema che le terrorizza e le giudica senza possibilità di appello.

Il giudizio, nello specifico, è quello di una società che si sente in diritto di sentenziare sulla base di pregiudizi e va da sé che un ex attore porno, un anziano travestito e una pregiudicata siano i soggetti perfetti da mettere alla gogna.

Ancora una volta Massimo Carlotto sceglie di raccontare le persone, e lo fa svelandone le fragilità ma anche la fierezza. E ancora una volta l’autore rompe gli schemi e decide di non avere un protagonista ma almeno tre, e di ambientare la narrazione in una città di provincia che non viene mai nominata e che nell’essere un non luogo può diventare tutti i luoghi.

Quello che continua a sorprendere di Carlotto, è l’abilità nello stupire il lettore. Si può aver letto tutta la sua produzione, si può credere di riconoscere il suo stile e di sapere quali siano i temi che gli stanno a cuore, ma non appena si è sufficientemente sicuri di trovarsi in un terreno conosciuto lui spariglia le carte e crea storie nuove e così diverse dalle precedenti da lasciare spazio solo alla meraviglia.

Mi ero sentita così leggendo Il maestro di nodi e Respiro corto, e sono felice di aver ritrovato la stessa sensazione qui, in un romanzo che a mio avviso parla soprattutto di civiltà. La signora del martedì è il nuovo romanzo di Massimo Carlotto, in libreria da oggi per Edizioni e/o.

Carlotto, Massimo, La signora del martedì, Edizioni E/O, 2020, pp. 192, euro 17,00

Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006), La verità dell’AlligatoreIl mistero di MangiabarcheLe irregolariNessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombianoIl maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà 2008), L’oscura immensità della morteNordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006), La terra della mia anima (Premio Grinzane Noir 2007), Cristiani di Allah (2008), Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009), L’amore del bandito (2010), Alla fine di un giorno noioso (2011), Il mondo non mi deve nulla (2014), la fiaba La via del pepe, con le illustrazioni di Alessandro Sanna (2014), La banda degli amanti (2015), Per tutto l’oro del mondo (2016) e Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane (2017).
Sempre per le Edizioni E/O cura la collezione Sabot/age.
Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Mi fido di te, scritto assieme a Francesco Abate, Respiro cortoCocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e, con Marco Videtta, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici (KseniaEvaSara e Luz). Per Rizzoli ha pubblicato nel 2016 Il Turista. Il suo nuovo libro è La signora del martedì, Edizioni E/O.
I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero. Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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