La venere di Taškent, di Leonardo Fredduzzi

La venere di Taskent, di Leonardo FredduzziLa venere di Taškent è un esordio narrativo che rivela una buona maturità.
Leonardo Fredduzzi sa di cosa parla, e mette la sua conoscenza a servizio di una storia ben congegnata dove si mescolano mistero e tensione.

Mosca, 1967. Il corpo della bella attrice Anastasija Timokina viene trovato senza vita in una notte gelida, sepolto sotto un cumulo di neve.

“[…] il viso di una giovane donna affiorava tra la neve: i capelli rossi, scarmigliati e irrigiditi dal freddo, gli zigomi alti e lucidi, le labbra livide. Un collo di pelliccia lambiva la mascella e si apriva sotto il mento, lasciando intravedere macchie rosse e viola”.

Su quello che immediatamente viene classificato come omicidio indaga Kovalenko, un commissario scrupoloso e professionale che immagina che l’origine di questa morte vada cercata tra i palchi e le quinte del Taganka, il teatro nel quale lavorava la ragazza.

Il cerchio si stringe velocemente intorno al direttore e all’amministratore del teatro – sospettato di dissidenza dal Regime il primo e compunto fino all’esasperazione il secondo -, cui si aggiunge la figura sagace di un sedicente intellettuale. Tutti e tre hanno avuto una relazione con l’attrice di origine ucraine, e tutti e tre, forse, un buon motivo per ucciderla.

La Milizia deve chiudere il caso, e velocemente. Tra le vie ghiacciate di Mosca, il commissario indaga, segue, interroga, e deve nel frattempo far fronte a una situazione famigliare complessa.

“Il tempo non gli stringeva solo il polso: comprimeva le tempie impedendogli di ragionare. Lo prendeva alla gola. Ebbe la sensazione che ogni tempo che scandiva la sua vita gli stesse sfuggendo di mano: più si sforzava di governarlo e più annaspava e non ne veniva a capo”.

La venere di Taškent

Leonardo Fredduzzi ha confezionato un giallo classico, che si sviluppa in un crescendo di pathos e nel quale dissemina indizi che spiazzano anche il lettore più esperto, garantendo così una fruizione estremamente godibile e allo stesso tempo verosimile rispetto a personaggi e luoghi.

Fredduzzi, Leonardo, La venere di Taškent, Voland, 2018, pp. 192, euro 15,00

Leonardo Fredduzzi è nato nel 1976 e vive a Roma. Dal 2007 lavora presso l’Istituto di cultura e lingua russa di Roma. Attualmente cura le relazioni con i vari partner culturali (università statali, centri d’insegnamento privati, fondazioni) dislocati in diverse città della Federazione Russa. Si occupa inoltre di comunicazione e programmazione di eventi, organizza incontri e conferenze, collaborando con altri soggetti in ambito culturale (musei, teatri, case editrici). La venere di Taškent è il suo primo romanzo.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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