L'anima della frontiera, di Matteo Righetto

L’anima della frontiera, di Matteo Righetto

L'anima della frontiera, di Matteo Righetto

È uscito per Mondadori, lo scorso tredici giugno, L’anima della frontiera, l’ultimo libro di Matteo Righetto.

Già autore di fortunati romanzi, tra i quali Savana Padana (Tea) e La pelle dell’orso (Guanda), Righetto sceglie di ambientare questa nuova storia a Nevada che, contrariamente a quanto il nome potrebbe suggerire, è un paesino immerso nell’alta Valbrenta, lungo la direttrice che dal Veneto punta dritta all’Austria.

È il 1888 e a Nevada vive la poverissima famiglia De Boer, che per sbarcare il lunario si dedica alla coltivazione del tabacco del Brenta fatto crescere sulle inospitali masiere, terrazzamenti di sassi posizionati in equilibrio sugli impervi versanti delle montagne.

Si chiama Nostrano, il prezioso tabacco che la famiglia lavora per il Re; quel tabacco che per la gente della valle significa sopravvivenza solo se resiste alle tassazioni, alle gelate invernali, alle annate disastrose e ai controlli degli ispettori della Regia dei Tabacchi.

Augusto è il capofamiglia, è un montanaro di poche parole e un lavoratore infaticabile, ma non guadagna abbastanza per sfamare la moglie e i tre figli, per questo contrabbanda l’eccedenza del raccolto oltre il confine austriaco. Un viaggio pericoloso, quello per passare la frontiera, che sceglie di far compiere anche alla figlia Jole, di quindici anni, per iniziarla a questo mestiere che può significare la salvezza dell’intera famiglia.

È durante uno di questi viaggi, in mezzo alla natura che è madre e matrigna, che tutto cambia.

Chi come me è cresciuto ai piedi della Valbrenta ritrova nelle pagine di Righetto il sapore aspro e complesso di quei luoghi, di quei paesi abbarbicati sulle montagne dove a volte non arriva il sole e dove gli inverni sembrano non finire mai, dove gli sguardi dei paesani restituiscono un passato di forte sofferenza, ma  ancor più di forte attaccamento a una terra dove ogni giorno è una promessa di vita.

Chi invece non conosce quei luoghi, ha la fortuna di poterli spiare per la prima volta attraverso una storia che nel raccontarne i limiti e le possibilità, riconsegna al territorio un patrimonio umano di grande valore.

Righetto, Matteo, L’anima della frontiera, Mondadori, pp.192, euro 18,00

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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