L’assassinio del commendatore, di Haruki Murakami

L'assassinio del commendatore, di Haruki MurakamiHo fatto una chiacchierata con un amico libraio.
– Eva cosa stai leggendo in questi giorni?
– Ho iniziato oggi il nuovo Murakami, e mi sembra sia tornato a un genere più realistico e meno onirico.
– Quante pagine hai letto?
– Una trentina, più o meno.
– Continua a leggere, ti aspetto qui per riparlarne.

Pensavo che il visionario Murakami, autore che per me è un faro nella nebbia da quando da ragazza ho divorato Tokyo Blues durante un viaggio in treno, avesse raggiunto il massimo dell’estasi inventando i Little People, le misteriose creature che popolavano, insieme alle due lune, la storia di 1Q84.
E invece mi sbagliavo, mi sbagliavo eccome, perché L’assassinio del Commendatore, libro primo, idee che affiorano (Einaudi) non solo riprende quel genere di approccio trascendentale, ma si spinge oltre.
Il protagonista, che non ha un nome, è un pittore ritrattista poco più che trentenne, che dopo il tradimento della moglie e la conseguente separazione carica pochi effetti personali in macchina e inizia a girovagare senza meta per l’Hokkaidō. Il suo è un peregrinare lungo, che termina solo quando accetta la proposta di un amico di trasferirsi nella casa lasciata libera dal padre, ricoverato in una clinica a causa di una grave demenza senile.

L’assassinio del Commendatore, libro primo, idee che affiorano

Il pittore è ben felice di trasferirsi in quella casa, e non solo perché si trova in un luogo isolato nel quale immagina di poter riflettere su come affrontare il proprio futuro, ma perché il padre del suo amico è il famoso Amada Tomohiko, uno dei pittori più conosciuti e influenti del Giappone.
Quale posto migliore per ritrovarsi, di un luogo appartato e pregno dell’energia del grande artista?
L’energia, appunto, così forte da farsi letteralmente sentire fino a portarlo alla scoperta di un quadro nascosto nella soffitta della casa, indubbiamente opera di Amada Tomohiko, che rivela una violenza sconvolgente che sembra trovare origine in un tempo perduto.
A ciò si aggiunge a un altro tipo di turbamento, che gli viene da un suono che ogni notte sente provenire da un luogo recondito del giardino, dove un tumulo di pietre potrebbe nascondere una campanella che però, qualcuno dovrà pur suonare.
Il pittore è confuso, e condivide la sua inquietudine col suo ricchissimo e ambiguo vicino di casa, l’elegante e brillante signor Menshiki, dal quale ha ricevuto la richiesta di un ritratto.
L’assassinio del Commendatore si sviluppa su vari piani che si intersecano per poi allontanarsi secondo uno disegno ipnotico.
Dietro ogni personaggio si nasconde un mondo invisibile agli occhi; ciò che accade ha raramente a che fare con l’intelligibile e l’immanente, ma va ricercato in una dimensione “altra” dove la conoscenza è subordinata all’abbandono degli schemi razionali di pensiero.
Le ossessioni e le emozioni raggiungono abissi dove la luce sembra non poter entrare, e allo stesso tempo rivelano spinte energetiche e ottimistiche, il tutto in un equilibrio narrativo perfetto.
Il bilanciamento tra ciò che attiene al reale e all’astratto è come sempre riuscito, e come sempre alla fine di ogni libro di Murakami penso che non sia importante stabilire cosa sia verosimile, ma farsi solleticare dall’idea che tutto ciò che pensiamo non esista, sia invece molto vicino a noi.
Il secondo volume, L’assassinio del commendatore, libro secondo, metafore che si trasformano, uscirà sempre per Einaudi il 29 gennaio. E non vedo l’ora.
Tornerò dall’amico libraio per parlare con lui della meraviglia.

Murakami, Haruki, L’assassinio del Commendatore, libro primo, idee che affiorano, Einaudi, 2018, traduzione di Antonietta Pastore, pp. 424, euro 20,00

Murakami Haruki è nato a Kyoto ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote e Salinger. Con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Tra i libri pubblicati da Einaudi troviamo Dance Dance DanceLa ragazza dello SputnikUndergroundTutti i figli di Dio danzanoNorwegian WoodL’uccello che girava le Viti del MondoKafka sulla spiaggiaAfter DarkL’elefante scomparso e altri raccontiL’arte di correreNel segno della pecoraI salici ciechi e la donna addormentata1Q84A sud del confine, a ovest del soleSonno, L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggioUomini senza donne, Prigioniero in biblioteca («La storia, parente diretta di Luka e il fuoco della vita di Salman Rushdie, ma con meno mitologia, è molto divertente per i lettori più giovani ma è abbastanza profonda da affascinare anche gli adulti che hanno ancora il piacere della fantasia.» Da una recensione di «Internazionale»), Gli assalti alle panetterie.
Fra marzo e maggio del 2013 Einaudi ha pubblicato i dodici titoli della uniform edition nei Super ET, con le copertine di Noma Bar. Del 2013 anche il saggio musicale Ritratti in Jazz con i disegni di Wada Makoto. Nel 2018 la casa editrice ha pubblicato il romanzo Idee che affiorano, primo volume de L’assassinio del commendatore.
Fin dal suo primo romanzo, Ascolta la canzone del vento del 1979, Murakami si è imposto sulla scena letteraria giapponese come uno scrittore di primo piano che non sembra appartenere alla tradizione nipponica.
Tra i numerosi premi ricordiamo il World Fantasy Award (2006), il Franz Kafka Prize (2006) e il Jerusalem Prize (2009). Lo scrittore giapponese è stato indicato come uno dei favoriti all’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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