Lo stupore della notte, di Piergiorgio Pulixi

Lo stupore della notte, di Piergiorgio Pulixi

Lo stupore della notte, di Piergiorgio Pulixi

Piergiorgio Pulixi torna con un thriller mozzafiato, si intitola Lo stupore della notte, e dal 29 maggio è in libreria per Rizzoli.

Sono passati dodici anni da quando l’ispettore capo Rosa Lopez ha lasciato la Calabria e la lotta contro le cosche della ‘ndrangheta. Il passato però non si cancella e Rosa, che è ora è un commissario a capo di un’unità speciale della DIGOS di Milano, lo sa perfettamente.

Integerrima e preparata, La Lopez è uno dei poliziotti migliori sulla piazza e gli alti vertici istituzionali fanno molto affidamento sulle sue capacità di analisi e di azione.

Apprezzata per essere metodica e rigorosa, è però anche una donna che chiusa la porta di casa – una casa anonima che per motivi di sicurezza deve essere pronta a lasciare in poche ore e che contiene effetti personali che si possono chiudere in due trolley- , lascia emergere le sue fragilità.

In Calabria ha lasciato il ricordo del capo della sua squadra, morto ammazzato da un commando al soldo di un potente boss locale, e a Milano, in una lussuosissima clinica privata, è ricoverato il suo compagno che, vittima di un attentato, si trova da due anni in stato vegetativo.

Lo stupore della notte

Vorrebbe potersi abbandonare al dolore, Rosa, ma nella città che si è presa l’impegno di proteggere stanno accadendo molte cose che richiedono la sua lucidità e la sua prontezza, e quella nostalgia che si mescola alla sofferenza non può che rimanere un debole rumore di sottofondo che si confonde con quello assordante del capoluogo lombardo.

Milano, una delle città metropolitane più grandi d’Europa, il luogo nel quale tutto sembra possibile ma dove, dietro allo sfavillio, si nascondono anfratti che fanno paura e celano minacce.

È qui, nelle pieghe meneghine, che indaga Rosa Lopez. Perché nella città esistono realtà che a volte non si vogliono vedere e altre che, semplicemente, non esistono.
Come il Lovers hotel, un luogo di tortura che per la topografia milanese non esiste, ma che assume tratti reali e terrificanti per chi è costretto a soggiornarci.

E come per i luoghi fisici, anche gli esseri umani possono essere invisibili; ci sono persone che prendono forma negli incubi notturni e che diventano storie di terrore, ma che nessuno ha mai visto davvero.
Personaggi che diventano quasi mitici, come il Maestro, un uomo spietato che ha nelle sue mani il destino di molti.

In questi luoghi e tra queste persone prende forma l’indagine di Rosa Lopez che, per scongiurare il rischio di un evento drammatico, scivola piano piano in un turbine di ricatti e minacce.

Spietato e schietto, Lo stupore della notte è un thriller che non fa sconti. Pulixi ha confezionato una storia nera nella quale i personaggi restano sempre fedeli a loro stessi, non cercano redenzione, non scelgono vie di fuga verso la salvezza.

Milano, raccontata quasi sempre in notturna e avvolta in un gelo polare, è insieme a Rosa Lopez la grande protagonista della storia; nel suo essere riconoscibile nei luoghi e nelle atmosfere, la città diventa il partner perfetto per lo svolgimento delle indagini. Pieno, completo, maturo, Lo stupore della notte è un libro che si consuma voracemente, che non lascia respiro, che solleva molte questioni etiche. Imperdibile.

Pulixi, Piergiorgio, Lo stupore della notte, Rizzoli, 2018, pp. 360, euro 18,00

Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982. Ha fatto parte del Collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto. È autore del ciclo poliziesco di Biagio Mazzeo iniziato con Una brutta storia (2012) e della serie thriller I canti del male.

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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