Lost and found, di Brigit Young

Lost & found, di Brigit Young

Lost and found, di Brigit Young

Recensione di Lost & found a cura di Frida Maggi

Il libro parla di una ragazza di nome Tillie che si nasconde sempre dietro l’obiettivo della sua fotocamera e infatti a scuola viene chiamata “ufficio degli oggetti smarriti” perché scattando spesso foto di oggetti e persone riesce ad aiutare tutti a ritrovare ciò che viene perso.

Tillie da piccola ha fatto un incidente rimanendo zoppa, e la sua macchina fotografica l’ha aiutata a superare il suo problema, cioè la vergogna nei confronti degli altri che provava dopo aver subito il grave infortunio. Aveva infatti molte difficoltà a parlare con i suoi coetanei perché si sentiva diversa e a disagio. 

Un giorno però Jake, uno dei ragazzi tra i più popolari della scuola, le chiede aiuto per ritrovare suo padre. E così Tilli deve cominciare ad avere a che fare con i ragazzi della sua età.

Scopre anche la difficoltà di capire cosa si può indagare e cosa no, cosa si può raccontare e cosa è meglio tenere segreto.

Nota a margine: Lost & found ha vinto il Premio Andersen 2018 come miglior libro oltre i 12 anni per la “scrittura originale e scorrevole, in perfetto equilibrio tra ironia e dramma, che affronta con finezza psicologica i temi dell’amicizia tra coetanei e del rapporto con i genitori”.

Young, Brigit, Lost & found, Up Feltrinelli, traduzione di Alessandro Peroni, 2018, pp. 192, euro 14,00

Brigit Young si è trasferita dal Michigan a New York all’età di 19 anni. Ha pubblicato poesie e racconti su molte riviste e ha vinto l’Esther Unger Poetry Award. Lost & Found (Feltrinelli Up, 2018) è il suo romanzo d’esordio.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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