Metti via quel cellulare di Aldo Cazzullo

Metti via quel cellulare. La famiglia Cazzullo e lo smartphone

Metti via quel cellulare di Aldo Cazzullo

Chissà in quale capitolo del suo Galateo, Monsignor Della Casa avrebbe parlato dell’utilizzo del cellulare; forse in quello dedicato alle norme generali di comportamento, o magari in quello dedicato alla tavola, dalla quale l’avrebbe sicuramente bandito, reo di infrangere ogni modello etico e estetico.
E chissà cosa avrebbe pensato vedendo che, proprio per parlare di smartphone, e proprio intorno a un tavolo, si sono radunati un giornalista (strana professione!) e dei blogger (strani figuri!).

L’occasione è stata l’uscita di Metti via quel cellulare, l’ultimo libro di Aldo Cazzullo, edito da Mondadori e scritto insieme ai figli, Rossana e Francesco.
Un dialogo tra un padre e i suoi figli, che fanno parte della generazione Z, quella dei post millennials, quella che ha internet sottopelle.
Gener-azioni a confronto, con le specifiche del caso: un genitore che pensa che il web distolga dalla realtà, dalla meraviglia di scoprire il mondo coi propri occhi e dalla bellezza di incontrare le persone fuori dal virtuale, e due figli che ribattono sostenendo che l’utilizzo della rete non sia più una scelta, ma una condizione necessaria.

Quanto può essere anacronistico, l’argomento, per un giornalista che è stato testimone di alcuni tra i più importanti fatti della storia contemporanea?
Può davvero, chi si occupa di informazione, scorgere nella rete qualcosa che non abbia a che fare con la possibilità di raggiungere luoghi, pensieri e fatti, con un touch?
La risposta è sì, ovviamente.
Perché chi si (pre)occupa di informare, sa anche che i contenuti viaggiano attraverso canali non controllati e a volte nemmeno controllabili, ed è questo il nucleo del ragionamento.
Non solo il pericolo che i ragazzi sviluppino una forma precoce di lordosi dovuta alla testa sempre curva sul telefono, dunque, ma la consapevolezza che al rischio di rapporti che non viaggiano attraverso la condivisione ma attraverso le emoticon, si aggiunga quello di essere travolti, senza nemmeno accorgersene, da contenuti potenzialmente pericolosi.

Un dialogo, quello tra Cazzullo e i figli, che nell’approccio sincero non conduce a una verità assoluta, ma a un bel crocevia di dubbi, speranze e riflessioni. Per tutta la famiglia.

Cazzullo, Aldo, Metti via quel cellulare, Mondadori, pp. 195, euro 17,00

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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