Milano di carta. Guida letteraria della città, di Michele Turazzi

Milano di carta. Guida letteraria della città, di Michele Turazzi

Milano di carta. Guida letteraria della città, di Michele Turazzi

Sono arrivata a Milano otto anni fa, in un giorno di fine febbraio. Non avevo la valigia di cartone perché di fragile c’ero già io, e mi sembrava più rassicurante infilare le mie cose e le mie certezze in bauli a tenuta stagna che garantissero la conservazione della mia vita precedente.
Avevo paura, tanta, eppure la prima sensazione che ho provato arrivando nella città che fino ad allora per me aveva significato concerti, mostre e weekend con gli amici, è stata quella di sentirmi a casa.
Il perché va ricercato nelle parole di mio nonno, nato alle porte di Milano e trasferitosi poi in Veneto, che mi ripeteva sempre che i milanesi non sono di Milano. Aveva ragione, e ora so che i milanesi non milanesi possono diventare velocemente la tua famiglia, quando la famiglia è lontana. Così come so che i luoghi che sembrano troppo grandi, troppo lontani e troppo diversi, a un certo punto smettono di spaventare e diventano rassicuranti, se approcciati con tatto e discrezione. È in questo modo, che nascono le storie.

Milano di carta

La storia di Michele Turazzi con Milano è iniziata tredici anni fa, seguendo gli itinerari resi celebri dai grandi scrittori del Novecento. Un viaggio in punta di piedi per non disturbare la sacralità di quei luoghi divenuti immortali nell’immaginario collettivo, per restituire agli autori la grandezza della narrazione, e per regalare ai lettori un’esperienza allo stesso tempo reale e immaginifica.
Milano di carta, Il Palindromo edizioni, è una vera e propria guida letteraria che ricalca i passi compiuti dai personaggi di Addio alle armi, che raggiunge i caffè di Hemingway, che indaga gli anfratti noir di Scerbanenco e che racconta come segue la periferia di Testori:

“All’inizio degli anni Sessanta, ogni mattina migliaia di uomini e donne scendono le scale, salgono sul tram oppure inforcano la bici e si riversano nelle fabbriche vicine, a partire dalla raffineria Purfina o dall’acciaieria Valente, verso la stazione di Musocco; e insieme agli operai i caseggiati si riempiono anche dei primi criminali, dai ladruncoli che cercano di sopravvivere giorno dopo giorno a quelli che, per molti anni, sarebbero diventati i ras del quartiere. Un quartiere che, nella mente di chi l’ha costruito, doveva essere poco più di un dormitorio e che invece, negli anni, è divenuto quasi una mitologia”.

Milano di carta, la cui prefazione è curata da Fabio Deotto, contiene una mappa per orientarsi nel dedalo delle storie nelle quali però, ogni tanto, è davvero bello perdersi.
La copertina è opera dell’artista Simone Geraci.

Turazzi, Michele, Milano di carta. Guida letteraria della città, Il palindromo, pp.168, euro 15,00

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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