Notte al Casablanca, di Daniela Grandi

Notte al Casablanca, di Daniela Grandi

Notte al Casablanca, di Daniela Grandi

Parma. Il corpo senza vita di un uomo viene trovato in un appartamento al quarto piano di un palazzo uguale a molti altri.
Quel corpo è di Marco Cagli, pilota di aerei che utilizzava quella casa anonima come base d’appoggio tra uno spostamento e l’altro. La causa del decesso, secondo i primi rilievi, sembra chiara: il sacchetto di plastica che stringe la gola del corpo nudo sul letto, rimanda a un gioco autoerotico finito male. Una brutta morte, certo, ma accidentale.

Notte al Casablanca

Sul posto giunge Nina Mastrantonio, il maresciallo dei carabinieri titolare del caso, e la scena che le si para davanti agli occhi quando varca la soglia della stanza la turba più di quanto dia a vedere.
Ci sono degli indizi che la inducono a pensare che non si tratti di una morte casuale, ma di un delitto.
Non la convince la cassaforte completamente vuota, e ancor meno la convincono i vestiti sparsi per la camera.
Il pilota non avrebbe mai lasciato gli abiti in disordine, lui era metodico, preciso, ordinato, e lei lo sa bene perché con quell’uomo ha avuto un’avventura.
Il maresciallo contravviene alle indicazioni dei suoi superiori e avvia un’indagine per omicidio, affiancata nel ricostruire le dinamiche dei fatti dal fedele appuntato scelto Paolini e dal brigadiere Navarra, appena trasferitosi in città dalla Sicilia.
Nina è istintivamente attratta da Navarra; il suo fisico prestante e quell’aria spavalda la affascinano pericolosamente, ma preferisce nascondere il pensiero in un luogo recondito della mente, per dedicarsi al caso Cagli.

Nina Mastrantonio

Nina deve rimanere concentrata, non può permettersi alcuna sbavatura sul lavoro, e ne è perfettamente consapevole.
Il suo operato è sorvegliato in modo speciale perché è donna, e perché è nera. Il fatto di essere nata in Italia ma di essere figlia di una coppia mista la espone al continuo giudizio altrui, e nonostante il carattere forte e indipendente, nonostante le apparenze, sa che tra lei e le persone che la circondano c’è una barriera culturale che non è ancora stata abbattuta.
Lucida e determinata, Nina Mastrantonio si lancia in un’indagine che da subito si rivela intricata.
Parma diventa un dedalo di intrighi, intrighi che coinvolgono la borghesia locale e che sembrano far perno sul Casablanca, un locale per scambisti ben frequentato.
Quella che sembrava una morte accidentale apre uno squarcio su una voragine dove corruttori e corrotti si confondono tra loro e dove il confine tra il bene e il male perde progressivamente spessore.

Daniela Grandi firma il suo primo noir, in uscita oggi per Sonzogno, dando vita a un personaggio femminile tornito che incarna l’ideale della donna libera che è tanto più forte quanto più sa riconoscere le proprie fragilità. Niente lusinghe utopiche, dunque, ma la fotografia di una realtà che ha mille sfaccettature, e che viene indagata nel corso del libro anche attraverso riferimenti molto chiari a temi di stretta attualità quali l’ambiente, la multiculturalità, la disabilità.

Da leggere.

Grandi, Daniela, Notte al Casablanca, Sonzogno, 2018, pp. 270, euro 16,00

Daniela Grandi è nata a Parma nel 1969, oggi vive a Roma. Giornalista del Tg La7, è autrice del programma pomeridiano Tagadà. Il romanzo Notte al Casablanca, con protagonista il maresciallo Nina Mastrantonio, è il suo primo noir.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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