November road, di Lou Berney

November Road, di Lou Berney

November road, di Lou Berney

La penna di Lou Berney trova espressione felice in November Road, una storia dalle tinte fosche che ha sullo sfondo uno degli eventi che ha scosso di più l’opinione pubblica nella storia, ovvero l’omicidio Kennedy.

L’autore americano, in libreria per HarperCollins, parte da quel 22 novembre del 1963, quando JFK fu ferito mortalmente mentre transitava a bordo della limousine presidenziale nel West End di Dallas in Texas, per intrecciare in un’unica storia almeno tre filoni narrativi.

Storia che riguarda per l’appunto l’omicidio del Presidente degli Stati Uniti d’America, in seguito al quale cominciano a essere uccisi diversi uomini che si trovano sul libro paga di Carlos Marcello, un boss della mala conosciuto in tutta l’America per la sua spietatezza. Anche Frank Guidry è uno dei suoi uomini, e due settimane prima dell’omicidio del presidente è stato a Dallas in missione: una missione che dopo questa serie di morti ammazzati comincia ad assumere i tratti di una condanna.

November Road

Guidry conosce troppi dettagli che parrebbero condurre verso il coinvolgimento di Marcello nell’assassinio Kennedy, e sa che l’unica possibilità di salvare la pelle è quella di mettersi in fuga. Decide così di partire alla volta di Las Vegas cercando di seminare gli uomini del clan, che immagina di avere alle costole.

È un uomo abituato a osservare ogni dettaglio, a programmare, a non farsi cogliere impreparato, ma l’inaspettato è dietro l’angolo – lungo la strada, in questo caso – e ha il volto di Charlotte, una donna in fuga dal marito con due bambine al seguito che, rimasta senza macchina, dopo qualche resistenza accetta un passaggio da Guidry.

Per l’uomo accompagnarsi alla famigliola significa mimetizzarsi meglio e avere più possibilità di sfuggire ai suoi inseguitori, ma quella compagnia comincia a diventare qualcosa di più di una protezione, e potrebbe far compiere dei fatali passi falsi.

E mentre Guidry vacilla, un criminale pronto a sacrificare tutto pur di stanarlo e portare a termine la sua missione di morte, gli è sempre più vicino.

November Road è la storia di una fuga e di un inseguimento che nascondono vite corrotte, sporche e forse fatalmente rovinate. Ambientato in un momento storico preciso, in questo romanzo Lou Berney non cede alla tentazione di prendere posizioni e mantiene uno status super partes lasciando al lettore piena libertà di interpretazione e coinvolgimento. Non era facile, visto il riferimento puntuale a un fatto di cronaca, e non era facile rendere semplice – semplice, non banale! – un intreccio complesso e far sì che chi legge avesse il tempo di godere della storia senza l’affanno di dover continuamente ricostruire fatti e situazioni.

Di questo libro arriverà presto un adattamento cinematografico diretto Lawrence Kasdan, regista acclamato di film importanti quali Il grande freddo e Silverado, ma anche conosciuto per aver sceneggiato Star Wars.

Berney, Lou, November Road, HarperCollins, 2019, traduzione di Nicolò Marcionni, pp. 347, euro 18,00

Lou Berney vive a Oklahoma City, in Oklahoma. Oltre a November Road, è autore di altri tre romanzi, Gutshot Straight, Whiplash River e il pluripremiato The Long and Faraway Gone. I suoi racconti sono apparsi in pubblicazioni come The New Yorker, Plowshares e l’antologia del Premio Pushcart.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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