Palindromi classici e circolari, di Marco Buratti

Palindromi classici e circolari, di Marco Buratti

A dodici anni non avevo idea di cosa fosse un palindromo. A dire il vero non avevo idea del significato di molte altre cose, ma questa, parafrasando un autore che amo molto, è un’altra storia.

A dodici anni però è accaduta una cosa che in qualche modo ha segnato tutta la mia vita, e questa cosa è accaduta mentre mia madre e io eravamo sedute in macchina, ferme in attesa che il semaforo segnasse il verde. Ero lì e pensavo a chissà cosa quando ho notato un’insegna che a caratteri cubitali indicava un’enoteca. Un secondo dopo mi sono accorta che quella parola, letta al contrario, aveva un altro significato, ovvero acetone.

Da lì è cominciata la mia ossessione per le parole, da lì ho cominciato a leggere le parole al contrario cercando nuovi significati, e quando poi ho scoperto che ce n’erano alcune che si leggevano allo stesso modo in un senso e nell’altro – palindrome, per l’appunto -, e che addirittura c’erano frasi intere che si potevano costruire in questo modo beh, voi comprenderete la mia gioia.

L’ho scritto nella mia biografia qui sul blog, che più del verso sono intrigata dall’inverso, e questo approccio alla vita forse un po’ dipende anche dai giochi che non ho mai smesso di fare con le parole.

Palindromi classici e circolari

Quando Liberilibri mi ha proposto la lettura di questo libro, non ho esitato un momento. Che poi definirla lettura è riduttivo, e allora la chiamo esperienza, o immersione nel fantastico mondo della lingua italiana.

Marco Buratti, in questa edizione la cui prefazione è curata da Quirino Principe che ne fa un’imperdibile lezione di filologia, si è ingegnato nella costruzione di quarantadue nuovi palindromi, per la gioia degli appassionati e il diletto dei neofiti.

L’indice anticipa il viaggio che si farà sfogliando il libro: si scopre infatti che si avrà a che fare col palindromo del farmacista, del cronista, della bisnonna, con quello leguminoso e con quello della speranza.

Svelarli qui rovinerebbe la sorpresa a chi legge, dunque mi limito a condividerne uno, quello del dentista giacobino.

Ottone Bonaparte ne trapanò ben otto.

Non è delizioso?

Buratti, Marco, Da E poi Martina lavava l’anitra miope a E poi Martina affoga la goffa anitra miope. 222 palindromi classici e circolari, Liberilibri, 2011, pp. 172, euro 16,00

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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