Perfetta, di Geppi Cucciari

Perfetta la prima. Geppi Cucciari a teatro

Geppi Cucciari

Il 23 gennaio Geppi Cucciari è salita sul palco del teatro Franco Parenti di Milano per la prima di Perfetta, il monologo scritto e diretto da Mattia Torre con musiche di Paolo Fresu e costumi di Antonio Marras.

Perfetta è la storia di una donna raccontata attraverso la progressione di quattro martedì che scandiscono le quattro fasi del ciclo: mestruale, follicolare, ovulatoria e – la temutissima! – premestruale.

Un marito conosciuto anche come la pianta, due figli in età scolare e un lavoro come venditrice d’auto in una grossa concessionaria della capitale. Una casa di ottanta metri quadri, una collaboratrice domestica, la spesa, la palestra e la cena settimanale con la suocera.

La vita della protagonista è cadenzata da ritmi sufficientemente regolari, come regolare è il ciclo che ogni mese determina le fasi del suo umore.

Perfetta

Geppi Cucciari non inscena un personaggio ma racconta una persona, una donna nello specifico, e la differenza è sostanziale soprattutto in virtù del fatto che l’accento viene finalmente posto sull’identità sessuale femminile attraverso il superamento degli stereotipi.

Ci chiamano lunatiche, e lo siamo: cicliche come le fasi che donano al satellite più famoso del mondo il suo aspetto affascinante. In eterno movimento mostriamo tante facce, ma sono tutte vere e sono tutte nostre.

Chi in questo approccio dovesse vedere un rigurgito di protofemminismo cadrebbe in errore. Qui non c’è bisogno di rivendicare posizioni ma la voglia di spiegarle. Sorridendo perché non siamo solo lunatiche, siamo proprio la Luna, e lo ricorda Geppi Cucciari al termine di un spettacolo nel quale si ride molto e si pensa di più. Applausi a scena aperta, tanti, e meritati.

Perfetta, in scena al Teatro Parenti di Milano fino al 3 ottobre

scritto e diretto da Mattia Torre
con Geppi Cucciari
musiche originali Paolo Fresu
costumi Antonio Marras
disegno luci Luca Barbati
assistente alla regia Giulia Dietrich – foto Daniela Zedda
progetto grafico Memma Biancongino – ufficio stampa Luigi Grasso – Matteo Montanaro

produzione ITC 2000

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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