Rien ne va plus, di Antonio Manzini

Rien ne va plus, di Antonio Manzini

Rien ne va plus, di Antonio Manzini

Rien ne va plus è il nuovo capitolo della serie che Antonio Manzini dedica al vicequestore Rocco Schiavone.

Uscito a pochi mesi dal precedente Fate il vostro gioco, ne riprende personaggi e storia.

Si torna a parlare di ludopatia, corruzione, soldi sottratti alla casse pubbliche, vite spezzate.

La vicenda è ancora una volta ambientata tra Aosta, dove Rocco Schiavone cerca di far luce sulla sparizione di un furgone portavalori che trasporta quasi tre milioni di euro provenienti dal casinò di Saint Vincent, e Roma, la città dove vivono i suoi amici di sempre ma che è anche popolata da molti fantasmi.

Ad Aosta la situazione è intricata: la sparizione del furgone sembra un fatto isolato e casuale, ma il vicequestore è convinto che si tratti invece di una vicenda legata all’omicidio di un ex dipendente del casinò per il quale c’è un assassino ma non un movente valido.

Rien ne va plus

Scavare in questa storia significa far emergere un humus dove corruzione e traffici illeciti infangano anche la vita di persone fragili che hanno ceduto alla tentazione dei soldi facili, e per Schiavone e la sua squadra, soprattutto per uno di loro, non è facile confrontarsi con questa realtà.

Sul fronte romano le cose non vanno meglio; Sebastiano è sempre più chiuso in se stesso, e anche Furio e Brizio sembrano aver allentato il rapporto con Rocco che, a sua volta, si sente sempre più lontano non solo dai compagni ma anche da Marina.

Questo episodio è ricco di fatti, e il rischio spoiler è dietro l’angolo. Mi concentro dunque sull’aspetto psicologico, che mai come in Rien ne va plus è stato approfondito.

Conosciamo Rocco Schiavone come un uomo tormentato dal passato, e libro dopo libro abbiamo cominciato a mettere insieme le tessere del puzzle che compongono la sua disperazione. Oggi molte di quelle tessere hanno trovato la giusta collocazione, e il quadro si fa più chiaro. Non rinuncia ai toni ironici, Rocco, ma il suo lato nero sembra inghiottirlo, e non sappiamo come e se potrà tornare a respirare in superficie.

Manzini ci regala un ritratto umano del vicequestore, e insieme a lui scopriamo meglio anche le emozioni della sua squadra. Deruta ma soprattutto D’Intino e Casella si rivelano per la prima volta nella loro sfericità, facendo trasparire sentimenti, paure e sogni.

Manzini, Antonio, Rien ne va plus, 2019, Sellerio, pp. 310, euro 14,00

Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra dei criceti, quest’ultimo pubblicato da Sellerio nel 2017. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione(2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), 7-7-2007 (2016), Pulvis et umbra (2017), L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018), Fate il vostro gioco (2018) e Rien ne va plus (2019). Nel 2015 per Sellerio ha pubblicato Sull’orlo del precipizio. 

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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