Salvare le ossa, di Jesmyn Ward

Salvare le ossa, di Jesmyn Ward

Salvare le ossa, di Jesmyn Ward

I fratelli Batiste abitano nella Fossa, un avvallamento nei pressi di Bois Sauvage, il bayeu del delta del Mississippi diventato un groviglio di paludi, canali e foreste.
Orfani di madre, morta di parto, i ragazzi vivono insieme a un padre assente che a causa di un incidente può contare solo su una scarna pensione di invalidità e che non disdegna la compagnia dell’alcol fin dal primo mattino.
Esch ha quindici anni, ed è a lei che spetta il compito di narrare questa storia che dura dodici giorni, dodici giorni che traghettano verso l’arrivo dell’uragano Katrina e ne raccontano la successiva devastazione.

Salvare le ossa

Agosto 2005. L’estate è afosa, la polvere si appiccica alla pelle e ai pensieri dei quattro fratelli che, nella casa dove tutto è arrabattato, dove urla il silenzio lasciato dalla morte della madre, dove il cibo va razionato e le emozioni ingoiate, cercano di sopravvivere aggrappandosi all’illusione di un futuro migliore.
Randall gioca a basket e spera di vincere una borsa di studio per poter proseguire la carriera, Skeetah si dedica a China, il pitbull da combattimento che è la sua unica fonte di reddito e che sta per partorire la prima cucciolata e Junior, il più piccolo, si diverte con giochi improvvisati e segue pedissequamente i fratelli cercando di respirare un po’ della loro vita da adulti.

E poi c’è Esch, l’unica femmina, che in quell’estate troppo calda scopre di aspettare un figlio da Manny, il ragazzo di cui è follemente innamorata e che, pur essendo fidanzato con un’altra, spera potrà un giorno ricambiare il suo amore.

“Io lo amavo prima di lei, Manny. Secondo me Medea ha provato la stessa cosa per Giasone quando l’ha conosciuto e si è innamorata di lui; forse l’ha visto e ha sentito un fuoco divorante attraversarle il petto, un fuoco che le faceva ribollire il sangue prima di evaporare, caldissimo, da ogni centimetro di pelle. È una sensazione così forte che non riesco a capire come mai non la provi anche Manny”.

Esch sta leggendo un libro sugli Argonauti, ed è proprio il mito greco di Medea, della donna che rifiuta i suoi figli, a essere trasposto a più livelli nel libro.
La figura della madre è centrale e potente, a partire dalla mamma dei ragazzi che per partorire l’ultimogenito perde la vita, fino ad arrivare alla giovane protagonista che ama e odia il figlio che aspetta da Manny, passando per China, che riversa sui suoi cuccioli tutta la sua ferocia.
Su tutti incombe Katrina, una profezia di morte che ha il nome di una donna, e che si appresta a scontrarsi con la Madre Terra, la stessa che l’ha generata.

Sta arrivando l’uragano Katrina, eppure non sembra l’unico disastro che grava sulla vita dei fratelli. Ognuno di loro sta combattendo per qualcosa ma allo stesso tempo vede sgretolarsi molte certezze e troppe speranze. Non è l’urgano a spaventarli, di quello non hanno ancora la misura e non importa se il padre insiste per mettere la loro fragile casa in sicurezza e se mancano i soldi per le provviste. No, l’urgenza è il presente, sono quei giorni che si susseguono all’apparenza immobili, anche se in realtà tutto sta cambiando.

“Nei boschi non si sente squittire nemmeno uno scoiattolo, né zampettare un coniglio, né strisciare una tartaruga. Non ho idea di dove siano finiti, so solo che sono scomparsi. Quando guardo verso il cielo, il grigio che vibra mentre corro, vedo grandi stormi di uccelli che oscurerebbero il sole, se il sole fosse visibile attraverso le nuvole sempre più dense. Stanno volando via, vanno tutti a nord”.

Jesmyn Ward, prima donna ad aver vinto due volte il National Book Award, ha scritto un romanzo eroico indimenticabile, già divenuto un mito.
Salvare le ossa è il primo capitolo della trilogia di Bois Sauvage, in libreria da oggi per NN Editore.

Ward, Jesmyn, Salvare le ossa, NN Editore, traduzione di Monica Pareschi, pp. 320, euro 19,00

Jesmyn Ward
Vive in Mississippi, dove insegna scrittura creativa alla Tulane University. Salvare le ossa ha vinto il National Book Award nel 2011, e il memoir Men We Reaped è stato finalista al National Book Critics Circle Award. Con il suo ultimo romanzo, Sing, Unburied, Sing, Jesmyn Ward ha vinto il National Book Award per la seconda volta, prima donna dopo scrittori come William Faulkner, John Cheever, Bernard Malamud, Philip Roth, John Updike. NNE pubblicherà anche gli altri due capitoli della Trilogia di Bois Sauvage.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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