Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni

Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni

Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni

Un tempo si pensava al souvenir come al testimone di qualcosa di così importante da dover essere suggellato, e tenuto vicino al cuore. Qualcosa per ricordare che il passato permette al presente di essere tale.
Quel tempo, certe volte, è oggi.
Souvenir, l’ottavo romanzo di Maurizio de Giovanni dedicato ai Bastardi di Pizzofalcone, è in libreria dal 5 dicembre per Einaudi Stile Libero, ed è un dialogo straordinario tra i giorni d’oggi e fatti accaduti negli anni Sessanta.

“Ma qui, che c’è il mare a sussurrare tutte le avventure della spiaggia e del tempo appena passato che non vuole passare, che l’aria sa ancora di storie d’amore di un giorno e di tavolini e musica all’aperto, è difficile pretendere sincerità da ottobre. Qui che il vento è rimasto pieno di esotico profumo, qui che la sporadica pioggia continua a portare sabbia rossa del deserto, non si può pretendere che ottobre abbia il coraggio di guardarti in faccia”.

Souvenir

È ottobre quando un uomo senza documenti né altri effetti personali, viene trovato in gravi condizioni in un cantiere della metropolitana di Napoli. È stato picchiato a sangue, forse derubato, e non può fornire alcun aiuto per individuare i suoi aggressori, perché quando viene trasportato in ospedale per essere sottoposto a una delicata operazione, è già in coma.

Sono i Bastardi a dover far luce sull’accaduto, e a trovare informazioni sullo sconosciuto che si rivela essere il figlio di Charlotte Wood, ex diva americana, in quel momento in vacanza a Sorrento.
Un affare internazionale dunque, che per i sette del commissariato di Piazzofalcone, già nel mirino della Direzione distrettuale antimafia, significa dover rendere conto anche al Consolato americano ed evitare che si crei uno scandalo oltreoceano vista la fama che, nonostante da tempo sia affetta da Alzheimer, ancora avvolge Charlotte Wood.

Bisogna agire presto, evitare fughe di notizie, ed è l’ispettore Lojacono a capire che per risolvere questo strano caso bisogna guardare nel passato della famiglia, in quel passato che rimanda a un’estate lontana quando l’attrice, proprio sulla costiera, incontra un cameriere del quale si innamora perdutamente e per il quale farà un enorme sacrificio.

Passato e presente

Il passato per conoscere il presente, dunque, e non solo ai fini dell’indagine.
In questo capitolo tutti i Bastardi devono fare i con vicende irrisolte della loro vita che li riportano indietro nel tempo e sfociano in relazioni complicate, padri ingerenti, altri assenti, madri iperprotettive, figli da proteggere.
Sono cresciuti, i Bastardi; hanno raggiunto piena consapevolezza delle loro capacità e non abbassano più lo sguardo, ma hanno ancora dei vuoti emotivi enormi.

E così se il dialogo tra il tempo andato e quello attuale porta a far luce sulla vicenda Wood, quello che i personaggi intraprendono con loro stessi, o con le figure chiave della loro vita, sposta la trama su un livello intimistico dai toni estremamente profondi.

In Souvenir, più che in qualunque altro libro della serie, l’intreccio della trama alterna momenti neri a momenti di riflessione personale, e anche se noi lettori conosciamo l’abilità di de Giovanni nel cambiare rapidamente registro, è impossibile non lasciarsi – per fortuna – travolgere dall’emozione.
Perché una scrittura che emoziona è come una pennellata rossa nel cielo d’ottobre: incanta.

de Giovanni, Maurizio, Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone, Einaudi, pp. 328, euro 19,00

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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