Teresa degli oracoli, di Arianna Cecconi

Teresa degli oracoli

Teresa degli oracoli, di Arianna Cecconi

Una giovane donna, una nonna, una cugina attempata, una zia, una mamma e una badante peruviana. O Nina, Teresa, Rusì, Flora, Irene e Pilar.

Ci sono sei donne sotto il tetto di una casa di campagna sperduta in qualche luogo della pianura padana nel libro di Arianna Cecconi, Teresa degli oracoli, in libreria per Feltrinelli. Una di loro, Teresa, è in fin di vita e le altre cinque sono corse al suo capezzale. È Nina, che pur avendo trentacinque anni è la più giovane del gruppo, a farsi carico di raccontare quello che succede nei giorni che precedono la morte della nonna che già da dieci anni ha smesso di parlare e si è chiusa in un silenzio che tutti immaginano nascondere verità difficili.

La morte però parla di vita e attorno al letto di Teresa, posizionato nel centro del salotto in modo da farle sentire l’energia di chi la circonda, riprendono forma pensieri e storie che sembravano non aver voglia di essere raccontate.

Teresa degli oracoli

Pilar ha lasciato sulle Ande i suoi figli e una vita di miseria, ma non i culti che quella terra le ha insegnato, Rusì è votata alla fede e alla cura di Teresa ma non riesce a nascondere le pulsioni che la animano, Flora combatte con il male di vivere e con un passato dal quale non si è liberata, e Irene che corre nel vento guarda la figlia, Nina, che le ricorda un incontro importante.

Il principio però è Teresa, bambina coraggiosa durante la guerra, giovane moglie di un uomo taciturno e poi mamma di due ragazze da crescere libere e ancora nonna di un’anima bella. Teresa che un giorno decide di non parlare più e di portare con sé nel silenzio dei segreti inconfessabili; chissà se sapeva, Teresa, che quel silenzio avrebbe urlato.

Un esordio narrativo, quello di Arianna Cecconi, che lascia trasparire una cifra stilistica già matura e pronta ad affrontare temi complessi come quello del fine vita e dei rapporti famigliari con grande profondità e lucidità.

Cecconi, Arianna, Teresa degli oracoli, Feltrinelli, 2020, pp. 208, euro 16,00

Arianna Cecconi è antropologa, vive e svolge la professione tra Marsiglia e l’Italia. Ricercatrice affiliata all’École des hautes Études en sciences sociales, insegna Antropologia delle religioni all’Università Milano Bicocca. La violenza politica, le pratiche magico-religiose, i sogni e il sonno sono i principali oggetti di ricerca di una lunga esperienza etnografica cominciata sulla montagna pistoiese, continuata sulle Ande peruviane, in Spagna e attualmente nella periferia di Marsiglia. Accanto al percorso universitario, svolge attività di formazione in contesti non accademici, lavora con radio, compagnie di teatro, scuole e centri socio-sanitari. Dal 2010 collabora con l’artista visuale Tuia Cherici nel progetto Oniroscope e con il centro del sonno dell’Hôpital de la Timone di Marsiglia. Ha scritto numerosi saggi e articoli di antropologia. Teresa degli oracoli (Feltrinelli, 2020) è il suo primo romanzo.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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