Tipi non comuni di Tom Hanks

Tipi non comuni. L’esordio narrativo di Tom Hanks

Tipi non comuni di Tom Hanks

Tom Hanks possiede oltre trecento macchine da scrivere, ma ha scelto il computer per lavorare alla stesura di Tipi non comuni, la sua prima prova da scrittore che è da poco in libreria per Bompiani.

Una scelta che potrebbe sembrare discordante, ma che a guardare un po’ meglio riprende il filo conduttore dei diciassette racconti che compongono il volume: raccontare il passato con uno sguardo moderno.
E se è vero, numeri alla mano, che la maggior parte dei racconti è ambientata in età contemporanea, è altrettanto vero che ogni pagina è pervasa da un senso di nostalgia nei confronti di qualcosa che si è perduto, o di qualcosa che poteva essere e invece non è diventato mai.

Tipi non comuni

C’è l’America a fare da sfondo a queste storie; l’America che promette, fa sognare, accoglie, e dà sempre una possibilità.
E che si tratti di patriottismo o semplice gratitudine verso il Paese delle meraviglie non importa, perché da bravo artigiano, Hanks la usa come solida base sulla quale piantare le vicende più disparate.

E così pagina dopo pagina, prendono forma diverse voci: quella di una donna divorziata che nel trasferirsi coi figli in un nuovo quartiere fa la conoscenza di un vicino appassionato di astronomia che ha un passato difficile alle spalle, quella di una coppia improvvisata che nello scegliere di costruire una quotidianità su dei presupposti inesistenti, e ancora quella di un mutilato di guerra che prova a uccidere i suoi mostri rifugiandosi nella tranquillità borghese.

Personaggi in cerca di azione, quelli di Hanks, che sono in movimento anche quando sembrano soccombere alle proprie vite, che diventano nostalgici nel senso pieno del termine, ovvero quello del ritorno, quello che ricorda a tutti loro – e a tutti noi – che c’è un passato, sia esso storico o individuale, che si può superare ma dal quale non si può prescindere.

Un esordio narrativo interessante

Tipi non comuni è uno strumento di lettura che pone in continuo confronto col concetto di verità, ma senza l’arroganza di dare delle risposte universalmente valide.
Accolto tiepidamente dalla critica americana, questa antologia è invece a mio parere un esordio narrativo interessante; è vero che nel leggerlo è difficile non ripensare ai personaggi interpretati da Hanks nella sua lunga carriera, che entrano prepotentemente nei racconti, ma la contaminazione è gradevole e lascia spazio a spunti di riflessione importanti.

All’attore premio Oscar si perdona facilmente qualche leggerezza nella scrittura, se quello che si riceve in cambio sono ore di lettura che con delicatezza spingono il pensiero verso i temi importanti della vita.

Hanks, Tom, Tipi non comuni, Bompiani, traduzione di Alessandro Mari, pp. 384, euro 18,00

 

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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