Tutto il tempo che vuoi, di Francesco Gungui

Tutto il tempo che vuoi, di Francesco Gungui

Tutto il tempo che vuoi, di Francesco Gungui

Un libro fresco per un’estate torrida.

Tutto il tempo che vuoi, di Francesco Gungui, è da poche in settimane in libreria per Giunti editore, e racconta di Franz, un editor più vicino ai quaranta che ai trenta che, all’improvviso, vede crollare una dopo l’altra le proprie certezze.
Progetta una famiglia con Lucia, sua compagna da sette anni, ma quando nonostante ripetuti tentativi lei non riesce a rimanere incinta, i due si lasciano con strascichi di grande sofferenza.
Le cose precipitano anche al lavoro: Franz viene licenziato in tronco per essersi fatto scappare un romanzo erotico che, neanche a dirlo, scala le classifiche facendo arricchire un editore concorrente.
I sogni di casa, famiglia e stabilità precipitano con un effetto domino che lasciano Franz spaesato, ma solo per un po’.
Perché bisogna andare avanti e sopravvivere, magari aggrappandosi a una passione forte, che per l’(ormai ex) editor è quella della cucina.
Munito di grembiule e mestolo Franz si reinventa chef a domicilio, e comincia a essere sempre più richiesto nelle case milanesi dove tra i vari incontri fa quello con Camilla, una giovane donna segnata da una relazione finita male, e mamma di Martino, un ragazzo preadolescente che a sua volta, a suo modo, si sta mettendo in discussione.
Tutto bene, dunque?
No.
Perché la vita, come la trama di un libro, non è lineare, e bisogna imparare a scriverla tenendo conto di mille, variabili fattori.
Tutto il tempo che vuoi è un libro fresco, si diceva, ma non leggero. Perché quello che racconta ha a che fare con l’intimo desiderio di realizzazione, di compimento, di crescita. Temi importanti raccontati con una scrittura a tratti spiritosa, a tratti commovente, sempre puntuale.
Ho incontrato Francesco Gungui durante un pranzo riservato alla stampa, e quello che si intuiva già da una prima lettura del libro, è stato confermato dall’autore: il romanzo è, giusto con un po’ di finzione, ispirato alla sua vita di editor, marito, padre e appassionato di cucina.
Abbiamo chiacchierato di aspettative, sconfitte, risorse, e del tempo che si ha a disposizione per attuare un cambiamento.
C’è sempre tempo? Sì, ci dice Gungui. Perché è pensare di non averne, che di fa rimanere immobili in vite che non riconosciamo più.

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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