Una storia nera, di Antonella Lattanzi

Una storia nera, di Antonella Lattanzi

Una storia nera, di Antonella Lattanzi

Un romanzo che parla con coraggio di passioni, senza compromessi, senza paura di giudizio, senza filtri.
Roma, agosto 2012. In una serata afosa, Vito Semeraro raggiunge l’appartamento di Carla, la sue ex moglie, per festeggiare in compagnia dei figli Rosa e Nicola il compleanno della più piccola, Mara, di appena tre anni.
Vito è un uomo geloso, possessivo e violento, e pur avendolo lasciato, Carla non può ignorare il desiderio della figlia che per la sua festa vuole intorno a sé tutta la famiglia, compreso l’adorato papà.
Tra chiacchiere, cibo e giochi, la cena trascorre in modo inaspettatamente tranquillo, al punto che quando Vito tarda a raggiungere i figli che lo aspettano sotto casa, per salutarlo e raggiungere ognuno la propria abitazione, i due decidono di andarsene senza troppe preoccupazioni.
Quella stessa notte però, Vito sparisce.
Le ricerche partono immediatamente e si dividono tra Roma, dove oltre ai figli e all’ex moglie vivono anche l’amante di Vito, che con devozione aspetta da anni che lui la scelga come sua donna, e il nuovo affetto di Carla, che con fiducia spera che lei lo scelga come suo compagno, e Massafra, dove vivono il padre e la sorella di Semeraro.
E mentre si cercano tracce di Vito, emergono particolari inquietanti sulla sua vita e su quella di chi lo circonda.
Una storia nera è un romanzo caleidoscopico che si si dipana tra situazioni impreviste e personaggi che rivelano lati oscuri, complessi e affascinanti.
In questa storia straordinaria la prospettiva cambia continuamente, e non si tratta di rovesciamento, non si tratta di buoni che diventano cattivi, si tratta semplicemente di persone che esprimono la loro natura.
Persone che svelano i lati, tutti i lati del loro carattere, anche i più oscuri, anche quelli inconfessati. Si scopre così che Nicola, il figlio maggiore di Vito, dopo una vita a osservare il padre che picchia la madre, e a cercare di proteggerla, rivela un temperamento autoritario, ai limiti del lecito, con la giovane fidanzata.
Si scopre che la sorella di Vito, che vive in Puglia, non prova alcuna empatia per la ex cognata, nella quale vede solo il fallimento di un progetto di famiglia che ha compromesso la rispettabilità della sua, di famiglia.
E si scopre che Carla non è solo una vittima, ma anche una donna pronta a sacrificare gli affetti per inseguire il suo personale senso di giustizia.
Passioni, si diceva all’inizio, sono loro le grandi protagoniste.
Le passioni che spingono a agire nei modi più diversi, anche i più incomprensibili, e che rispondono sempre al bisogno di trovare un godimento, una resurrezione, una pace. Passioni che possono essere violente e inconfessabili, ma vere, sempre vere.
Il libro di Antonella Lattanzi parla di giudizio, o meglio dell’assenza di giudizio. Ricorda costantemente che le cose (le persone?) possono essere diverse da come appaiono, e durante la lettura il dubbio di aver giudicato i personaggi nel modo sbagliato è costante, un fil rouge che accompagna tutta la storia e che trova la massima espressione nell’imprevedibile finale.

Antonella Lattanzi, Una storia nera, Mondadori, pp.249, euro 18,00

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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