Vincoli, di Kent Haruf

Vincoli, di Kent Haruf

Vincoli, di Kent Haruf

Vincoli è il primo libro scritto da Kent Haruf. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1984, esce oggi in Italia grazie a NN Editore.
Il libro delle origini, dunque, quello nel quale ci viene presentata Holt, la cittadina immaginaria immersa nell’arida e spesso ostile pianura del Colorado.

Vincoli

Holt, primavera 1977.
La stanza d’ospedale nella quale è ricoverata l’anziana Edith Goodnough, è piantonata da un agente di polizia.
Quello che è successo alla donna e al fratello Lyman ha sconvolto la città, ma una coltre di pudore sembra aver coperto quei tragici fatti come la polvere della prateria copre le foglie del granturco.
Eppure dietro quell’apparente immobilità c’è qualcosa di ancora molto vivo che brucia dentro l’anima di un uomo che coi due fratelli ha condiviso gran parte della propria vita.
Quest’uomo si chiama Sanders Roscoe, e a lui è affidato il compito di raccontare questa che, più che una storia, è una saga famigliare.

A cavallo tra Ottocento e Novecento, i genitori di Edith e Lyman giungono a Holt dopo un lungo viaggio, attratti dalla possibilità di fare fortuna coltivando terreni che vengono concessi per poco denaro. Quello che trovano però è un territorio inospitale, che fa da sfondo al loro sfortunato matrimonio fatto di silenzi e rancori, sicuramente non d’amore.

“Era una maledetta distesa sabbiosa. A chiunque non sapesse come guardarla, e prima che Henry Ford e le strade asfaltate la rimpicciolissero un po’, doveva apparire infinita in tutte le direzioni, sotto un cielo che d’estate se ne fregava se i semi di granoturco che Roy aveva piantato nella sabbia sarebbero mai diventati un misero raccolto, e che in inverno, per quanto blu come promettevano i libri illustrati e alto e luminoso come più non si potrebbe sperare, se ne fregava se la casa di legno che Roy stava costruendo non sarebbe mai riuscita a proteggere la macchina da cucire di Ada dalle folate di neve. […]. No, Ada non si riebbe mai dallo shock di questa campagna. Ce n’era troppa, e per niente simile all’Iowa”.

È in questo contesto che nascono i due fratelli, che rimangono presto orfani di madre e crescono con un padre anaffettivo, indurito dalla vita e deformato da un orrendo incidente che lo limita nelle sue attività.
Edith gli si dedica interamente, rinunciando alla sua vita e ai suoi desideri, Lyman invece, a un certo punto abbandona la casa natale e va in cerca di altre possibilità.
Passano molti anni prima che il ragazzo, ormai diventato uomo, torni in città. Quello che trova è una sorella finalmente libera dal peso del padre, che nel frattempo è morto, e desiderosa di godersi la compagnia del fratello ritrovato.

“Puoi pensarla come vuoi sulla camera da letto dei Goodnough. Rigirarla Come ti pare. Per quanto mi riguarda, io non la penso in nessun modo. Se volevano dormire nello stesso letto, scaldarsi i piedi sotto la stessa antiquata trapunta come facevano da bambini, prima ancora dell’inizio di questo secolo – be’, erano fatti loro, perché quando conosci qualcuno da tutta la vita, cerchi di capire il suo punto di vista”.

I fratelli Goodnough sembrano potersi finalmente godere insieme quello che la vita aveva loro tolto, ma le cose non vanno mai in un’unica direzione, e nel loro destino sono scritti ancora sofferenza e disperazione.

Vincoli è un libro autentico, che affonda nelle radici delle emozioni e le porta in superficie per farle esplodere in mille sensazioni che arrivano forti al lettore.
La scrittura di Haruf ha il sapore di un luogo che pur essendo immaginario trasuda realtà. Di Holt sentiamo i profumi, ascoltiamo i rumori, riconosciamo gli abitanti.
Penso che Haruf, si sia sentito libero in questo romanzo più che in qualunque altro, di osservare il genere umano nelle sue imperfezioni, e anche nella sua grandezza. Lo scrittore si è abbandonato alla tenerezza e alla ferocia, ha guardato dentro l’animo umano, e non ha avuto paura di raccontare cosa ha visto.
Ho amato ogni singola parola di questo libro.

Haruf, Kent, Vincoli, NN Editore, traduzione di Fabio Cremonesi, 2018, pp. 264, euro 18,00

Kent Haruf (1943-2014) è stato uno dei più apprezzati scrittori americani, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award. Benedizione è stato finalista al Folio Prize. NN Editore ha pubblicato tutti i libri della trilogia ambientata nella cittadina di Holt, compreso Le nostre anime di notte, uscito postumo nel 2017.

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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