Cuore di rabbia, di Marina Visentin

Cuore di rabbia, di Marina Visentin

Cuore di Rabbia, di Marina Visentin

Cuore di rabbia, in libreria per SEM, è un thriller che funziona e lo dico a ragion veduta visto che una parte del libro è ambientata nel mio quartiere e, da quando l’ho letto, ogni volta che percorro il tragitto da casa mia al supermercato mi guardo intorno con circospezione perché temeraria sì, ma fino a un certo punto.

Brava quindi Marina Visentin, che sceglie di collocare la storia a Milano, città amatissima e battutissima dai noiristi, evidenziandone l’atmosfera solamente apparente di tranquillità che le appartiene, e che nasconde invece un substrato di strani pensieri e altrettanto inquietanti movimenti. Una storia che arriva dal passato e influenza il presente, nella quale amore e sofferenza si mescolano all’abnegazione, e che ci ricorda che certi sentimenti possono essere sepolti sotto una spessa coltre di polvere, ma che a volte basta un soffio per rimetterli in movimento.

Cuore di rabbia

Il cadavere di un’anziana signora della Milano bene viene trovato carbonizzato e senza testa nella periferia cittadina; sul caso indaga il vicequestore Giulia Ferro, rientrata nel capoluogo lombardo dopo una pausa bolognese servita per (provare a) dimenticare un passato famigliare doloroso, ma proprio quando la Ferro pensa di essere riuscita ad affrancarsi dalla dalla sua di famiglia, si trova invischiata nelle dinamiche di quella della vittima, nella quale compaiono figli anaffettivi e un genero truffaldino.

Il punto, è evidente fin dall’inizio, è quello di accaparrarsi quello che resta di un’eredità non così sostanziosa come le apparenze farebbero credere, e dietro la quale si nascondono storie anche molto dolorose che rendono l’indagine ancor più intricata visto che, per diversi motivi, tutti potrebbero essere allo stesso tempo colpevoli o innocenti. Giulia Ferro avrebbe già il suo bel da fare così, ma siccome la vita l’ha abituata a portare tutti i carichi emotivi possibili si mette a scavare anche nella morte di Letizia, un’amica di gioventù trovata assassinata sulle sponde del Lago Maggiore dove erano cresciute insieme.

Il romanzo si muove intorno a due casi – che forse sono tre! – principali che fanno perno sul vicequestore Ferro, personaggio che viene indagato sia dal punto di vista professionale sia da quello, a mio avviso estremamente interessante, umano. L’apporto psicologico alla trama è notevole, e consente di leggere ogni personaggio a tutto tondo ponendosi continue domande sulle azioni presunte o reali che avrebbe potuto compiere e soprattutto su quanto ogni persona riesca a essere davvero autentica nell’espressione di sé e nella relazione con gli altri.

Visentin, Marina, Cuore di rabbia, SEM, 2021, pp. 352, euro 18,00

Marina Visentin, nata a Novara, vive e lavora a Milano. Laureata in filosofia, è traduttrice, consulente editoriale e ha collaborato con varie testate nazionali, scrivendo di cinema. Ha pubblicato testi di critica e storia cinematografica, libri di filosofia e psicologia. Dopo la fiaba noir Biancaneve (Todaro Editore, 2010), ha scritto La donna nella pioggia (Piemme, 2017).

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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