IL sistema del tatto, di Alejandra Costamagna

Il sistema del tatto, di Alejandra Costamagna

Ania si mette in viaggio e dal Cile raggiunge l’Argentina per portare l’ultimo saluto ad Agustín, l’unico cugino del padre rimasto in vita, ora sul letto di morte. Non ha voglia di fare quel viaggio, non ha voglia di compiacere quel padre che sente ormai lontano da troppi anni e che la spinge a partire, però lo fa e non sa che l’incertezza che lascia in Cile le restituirà una nuova consapevolezza. A Campana si sistema nella casa dei nonni, dove ha passato molte estati quando era bambina. La chiamavano chilenita per ricordarle che anche se era di famiglia, era comunque figlia di chi, andando via, aveva scelto di essere diverso

Chissà se chi lascia un luogo smette di appartenergli o se lascia pezzi di sé che inevitabilmente si dovranno ritrovare e rimettere al loro posto. E chissà quanto, di quel luogo, ci si porta sulla pelle.

Il sistema del tatto è la storia di chi pur andandosene, in qualche modo è rimasto.

Il sistema del tatto

Ania sopravvive alla sua esistenza galleggiando sulle situazioni, senza riuscire a trovare un vero senso in quello che fa e nelle persone che circondano, però è una cercatrice; è una donna che sa ancora guardare oltre le cose e oltre le apparenze, e questa sua capacità sarà quella che la rimetterà in contatto con il passato della sua famiglia, che è ovviamente anche al suo. È una scatola a restituirle il senso di ciò che è e l’idea di quello che potrebbe essere, una scatola che contiene le storie delle generazioni che l’hanno preceduta che prendono forma attraverso foto e parole, tantissime, importanti parole che raccontano anche di quando, molti anni prima, qualcuno dall’Italia era migrato verso l’America.


Tutti alla ricerca dell’America, seguendo un parente che prometteva ricchezze da questa parte del mondo. Sbarcavano con l’illusione di far quattrini in fretta, ma presto la fortuna si trasformava in sopravvivenza e l’America diventava un territorio ostile.

Un romanzo costruito come un diario che intreccia vite semplici e per questo straordinarie, questo è Il sistema del tatto. Alejandra Costamagna mescola melancolia e fiducia in una storia che tocca le corde ancestrali di chi legge in modo profondo, sincero e autentico.

Costamagna, Alejandra, Il sistema del tatto, Edicola, 2020, traduzione di Maria Nicola, pp. 184, euro 15,00

Alejandra Costamagna (Santiago del Cile, 1970) ha pubblicato romanzi, raccolte di racconti e un libro di cronache e saggi. È considerata una delle più importanti scrittrici latinoamericane della letteratura contemporanea. Ha collaborato con le riviste Gatopardo, Letras Libres e El Malpensante. Nel 2003 ha ottenuto una borsa di studio dell’International Writing Program dell’University of Iowa. Nel 2006 in Germania ha vinto il Premio letterario Anna Seghers. Nel 2016 Edicola ha tradotto in Italia la sua raccolta di racconti C’era una volta un passero. Il sistema del tatto è stato finalista al prestigioso Premio Herralde de Novela (Editorial Anagrama) e nel 2019 in Cile ha vinto il Premio del Círculo de Críticos de Arte.

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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