Nulla ti cancella, di Michel Bussi

Nulla ti cancella, di Michel Bussi

Quando voglio andare sul sicuro con un giallo, scelgo un libro di Michel Bussi.

La certezza è quella di trovare trame originali, una scrittura che, come ho avuto modo di scrivere su Mai dimenticare, è come un vortice che inghiotte il lettore fin dalle prime pagine, e spunti di riflessione che obbligano a uscire dalla propria zona di comfort per esplorare certe aree buie che possono fare molta paura.

Ed eccolo qui Michel Bussi con Nulla ti cancella, in libreria per E/O, che racconta l’incubo ogni genitore: perdere un figlio. Il verbo perdere non è usato a caso, perché quando nel 2010 il piccolo Esteban, che ha solo dieci anni, scompare sulla spiaggia basca di Saint-Jean-de-Luz, la madre Maddi sente esattamente di averlo perso. Non importa se le evidenze portano a una sentenza impietosa per la fine del bambino, che probabilmente si è gettato in mare incurante della bassa temperatura dell’acqua e delle onde minacciose, perché per la madre Esteban non è morto, è solo perduto e lei continua a cercarlo.

Nulla ti cancella

Dieci anni dopo la tragedia, Maddi, torna su quella stessa spiaggia per celebrare una sorta di rituale, e quello che vede la stordisce: c’è un bambino che gioca vicino alla sua mamma intenta a leggere un libro, e quel bambino è l’esatta copia di Esteban, indossa addirittura lo stesso costumino.

La razionalità dice che non può trattarsi di suo figlio, perché il tempo si sarebbe dovuto fermare per dieci anni e impedirgli di crescere, eppure l’istinto, e il fatto di non essersi mai realmente arresa all’evidenza, la porta a volerne sapere di più e così, complice la sua professione di medico che le consente di chiedere un trasferimento, va a vivere nel paesino in Normandia dove, dopo alcune ricerche, scopre che vivono i due. Cercare informazioni sul bambino in un paese sperduto e con una manciata di abitanti senza destare sospetti è pressoché impossibile, e infatti i movimenti della dottoressa non passano inosservati soprattutto agli occhi di un segretario comunale e di un’assistente sociale particolarmente solerti.

Sono anni che leggo noir, gialli, thriller e polizieschi, e certe volte si intuisce facilmente quale sia la direzione della storia e chi abbia fatto cosa. Con Bussi non succede mai, ma proprio mai: riesce ogni volta a fregarmi bonariamente, a rovesciare la prospettiva, a sorprendermi e a farmi rimanere – se mi guardassi da fuori credo che mi vedrei esattamente così – a bocca aperta. Quello che funziona davvero molto nei suoi testi, a mio avviso, è la capacità di generare suspense partendo dalla psicologia dei personaggi, che emerge in modo preponderante anche tra quelli minori; di ognuno di loro cerca i lati nascosti, non per forza oscuri, che così tanto hanno da raccontare, e sono queste caratteristiche a rendere la narrazione particolarmente reale. Il resto lo fanno i luoghi. Spesso Bussi si avventura in ambientazioni impervie, spettacolari, e le rende protagoniste assolute di una narrazione dove quello che sembra è sempre tutto, tranne ciò che sembra. Accade anche qui, naturalmente, in una storia dove la razionalità e la scienza devono scendere a patti con una cultura fatta di credenze molto diverse.

Ricordate l’inizio di questo post? Il tempo avrebbe dovuto impedire al figlio di Maddi di crescere. E se fosse accaduto proprio questo?

Bussi, Michel, Nulla ti cancella, E/O, 2022, traduzione di Alberto Bracci Testasecca, pp. 453, euro 16,50

Michel Bussi è l’utore francese di gialli più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove insegna geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere (Edizioni E/O 2016) è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi: Prix Polar Michel Lebrun, Grand Prix Gustave Flaubert, Prix polar méditerranéen, Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne. Tra le sue pubblicazioni per E/O figurano: Tempo assassino (2017), Mai dimenticare (2017), La doppia madre (2018), Il quaderno rosso (2018), La follia mazzarino (2019), Usciti di Senna (2020), la saga distopica N.E.O La caduta del sole di ferro (2020) e Tutto ciò che è sulla terra morirà (2021).

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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