Recensione · Noir & Thriller

Il cacciatore di anime

di Romano De Marco · Edizioni Piemme

Atmosfera noir notturna con pioggia su una finestra

C'è un certo tipo di noir che non ha bisogno della metropoli per fare paura: gli basta un paese tranquillo dove tutti si conoscono. Romano De Marco lo sa, e ambienta la sua caccia tra le colline toscane, dove il silenzio è la cosa più inquietante di tutte.

Di cosa parla

Angelo Crespi è stato uno dei maggiori esperti italiani di serial killer: ne ha catturati tre, entrando nelle loro menti per anticiparne le mosse. Da oltre vent'anni vive sotto un altro nome, ritirato a Peccioli, piccolo comune toscano, cercando di fare i conti con i fantasmi del passato. Finché anche lì qualcuno comincia a uccidere, con delitti rituali legati al patrimonio artistico del paese.

A indagare è il capitano Mauro Rambaldi dei Carabinieri, pragmatico e di talento. Due uomini, due modi di leggere il male, un luogo che diventa esso stesso protagonista. De Marco — al suo esordio nel 2009 nel Giallo Mondadori con « Ferro e fuoco » — costruisce qui una tensione che cresce per accumulo, senza scorciatoie.

Per chi è (e per chi no)

È per te se ami il thriller d'indagine ben strutturato, con un cattivo che ha una logica e un'ambientazione che pesa quanto i personaggi. È per chi apprezza il noir italiano che si prende cura del territorio, non solo del delitto.

Non fa per te se cerchi l'azione a raffica dalla prima pagina: qui il ritmo è quello dell'indagine, fatto di pause e di clima. E se i temi della violenza seriale ti pesano, sappilo prima di entrare: il libro non è gratuito, ma non risparmia la tensione.

Il giudizio

Il punto di forza è l'incastro tra il cacciatore e il luogo: Peccioli non è uno sfondo, è una presenza, e questo dà al romanzo un'identità che molti thriller seriali non hanno. La scrittura si è affinata rispetto agli esordi, e l'epilogo riserva un colpo di scena costruito con onestà, non calato dall'alto. Il limite è che chi mastica tanto giallo riconoscerà alcuni meccanismi del genere: non reinventa la formula, ma la maneggia con mestiere e cura. Per gli amanti del noir di indagine, vale il viaggio.

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