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Sara al tramonto, di Maurizio De Giovanni

Sara al tramonto, di Maurizio De Giovanni

Maurizio De Giovanni torna in libreria, per Rizzoli, con un nuovo personaggio.

Sara era una poliziotta che per conto dei servi segreti si occupava di decifrare intercettazioni non autorizzate. Sapeva leggere il labiale e profilare le persone osservandone le movenze anche da lunghe distanze, e sapeva rendersi invisibile, mimetizzarsi con l’ambiente, apparire quando necessario e sparire all’occorrenza.
Era, per l’appunto.
Era prima che Massimiliano, l’amore grande della sua vita per il quale aveva lasciato il marito e il figlioletto, morisse tra mille sofferenze.
Era prima che anche il figlio abbandonato troppo presto e col quale aveva un rapporto complicato, finisse ammazzato in un incidente stradale.
Sara era tante cose, prima. Era una donna che aveva guardato in faccia la propria vita e aveva scelto come condurla, senza rimpianti.

Sara al tramonto

Oggi la donna ha superato i cinquanta, ha un aspetto dimesso e solo un appuntamento, che si ripete quotidianamente come un rito, la toglie da uno stato di totale solitudine.
Ogni giorno Sara Morozzi incontra Viola, che era la compagna del figlio e che da lui aspetta un bambino.
Due generazioni a confronto: una ragazza con la freschezza dei suoi anni turbata dalla responsabilità di un figlio che dovrà crescere da sola, e una donna segnata dal dolore che non si aspetta più molto dalla propria esistenza, ma che sente di dover in qualche modo accudire la madre di suo nipote.
Un rapporto strambo, che a volte non trova le parole giuste, ma che forse sta diventando importante.

“Sara al tramonto era diversa.
Sara al tramonto aveva nel cuore una porta aperta in cima a una scala a chiocciola, e quella porta era la sua debolezza”.

È durante un incontro con Viola, che Sara riceve un sms che la sorprende: la ex collega Teresa le dà un appuntamento, e quando le due si incontrano quello che le viene proposto la sorprende.
Il potentissimo finanziere Molfino è stato ucciso dalla figlia tossicodipendente, che è già in prigione per il delitto, ma qualcosa non torna.
Dalinda Molfino non ricorda nulla della notte dell’omicidio, sa solo che si è trovata stesa e strafatta vicino al corpo massacrato del padre, che forse ha ucciso o forse no. Ma non importa, perché l’unica cosa che davvero le interessa è il destino della sua bambina, affidata agli zii materni dopo la disgrazia, che teme essere in grave pericolo. Ed è proprio per scongiurare la tragedia che si rivolge agli inquirenti.
A Sara, che non ha perso il dono di saper vedere ciò che le persone celano dietro l’apparenza, viene chiesto di coordinare questa indagine non ufficiale, e la donna, dopo un attimo di smarrimento, accetta.

“La gente, rifletté Sara, si aggrappa.
Non fa altro, alla fine. Si aggrappa a una persona, a un animale, a un ricordo. Si aggrappa alle bollette, al mutuo, alle vacanze. Si aggrappa per non affondare, fissando gli occhi su qualcosa di vicino per non dover guardare lontano, dove risiede solo l’abisso”.

Sara si aggrappa alla sua nuova realtà, e viene suo malgrado affiancata dal commissario Davide Pardo, un uomo che avrebbe voluto dedicare la vita alla famiglia e si ritrova invece a vivere col suo cane Boris, un gigantesco bovaro del bernese, e sceglie di arruolare Viola come fotoreporter.
Una donna quasi invisibile, un poliziotto con un cane enorme e una ragazza incinta. Il team investigativo è al completo, e può cominciare a lavorare.

Sara al tramonto è un noir con sfumature gialle, ma è anche una storia di grande impatto emotivo.
Sara non è un personaggio col quale si entra subito in sintonia, prima di volerle bene bisogna comprenderne a fondo la determinazione e la fermezza, ma una volta conosciuta si sta senza dubbio dalla sua parte. I personaggi che le fanno da spalla sono costruiti per evidenziare le caratteristiche della donna, ma a loro volta hanno delle peculiarità estremamente interessanti.

Da un punto di vista narrativo si abbandona presto il bisogno di sapere chi ha fatto cosa e perché, per abbandonarsi al piacere di una lettura che racconta le avventure di quattro sgangherati.
Ironia, attualità e sentimento si mescolano alla perfezione in questo nuovo libro di Maurizio De Giovanni, ambientato in una città, Napoli, che viene appena sussurrata ma che è lo scenario perfetto per questa storia di vita.

De Giovanni, Maurizio, Sara al tramonto, Rizzoli, 2018, pp. 364, euro 19,00

Maurizio De Giovanni è nato nel 1958 a Napoli ed è visceralmente tifoso della squadra di calcio della sua città. È autore di racconti e opere teatrali, oltre che di due fortunatissime serie gialle che hanno per protagonisti il commissario Ricciardi e i Bastardi di Pizzofalcone; entrambe diventeranno presto fiction televisive. I suoi romanzi sono tradotti o in corso di traduzione nelle principali lingue.

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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