The Outsider, di Stephen King

The outsider, di Stephen KingC’è tutto Stephen King, in The Outsider.

Il cadavere seviziato di un ragazzino viene trovato in una radura alle porte di Flint City, una cittadina (immaginaria) dell’Oklahoma.

Testimonianze oculari e l’analisi del DNA conducono a Terry Maitland, uomo molto conosciuto per essere un insegnante ma soprattutto l’allenatore di una squadra giovanile di baseball della zona.

È proprio durante una partita importante di campionato che le forze dell’ordine, capitanate dal detective Ralph Anderson, arrestano il coach. L’azione è sensazionale, e avviene davanti agli occhi di centinaia di spettatori assiepati sugli spalti, dove si trovano anche la moglie e le due figlie di Maitland, che rimangono scioccate dall’accaduto.

L’uomo viene messo in stato di fermo e nonostante le evidenze di reato continua a professarsi innocente, trasudando una freddezza che agli occhi degli inquirenti, convinti della sua colpevolezza, assume i tratti di una gelida spietatezza.

Le certezze cominciano a vacillare quando altri testimoni e altre prove fanno supporre che il professor Maitland si trovasse, al momento dell’omicidio, a una conferenza in una città parecchio distante da Flint City.

Un cadavere e un omicida che si trovava contemporaneamente in due posti diversi. Non può essere, vero?

Forse sì. Perché se si prova a uscire dagli schemi del pensiero razionale e ci si abbandona a immagini che arrivano da lontano, magari dalle storie di terrore che si sentivano da bambini, anche quello che sembra non avere senso comincia ad apparire reale. Per Anderson è difficile  accettare un’ipotesi che sfugga alla verità delle prove scientifiche, ma delle strane coincidenze, delle visioni che gli vengono raccontate da chi gli sta vicino – dalla moglie, soprattutto -, lo portano a dubitare di tutte le sue certezze.

Dove vive il male? O sarebbe forse meglio chiedersi chi è, il male?

The Outsider

La risposta comincia a delinearsi nella seconda parte del romanzo, dove compare un personaggio che i lettori di King hanno conosciuto nella trilogia di Mr Mercedes: Holly Gibney, una donna fin troppo timida e insicura, ma con doti investigative sopra la media, viene ingaggiata per far luce su questo stranissimo caso che, si scopre, non è isolato. È lei che parla per la prima volta di un’entità malefica assetata di sangue, che la tradizione messicana identifica ne El Cuco.

Questo mostro, potrebbe essersi risvegliato.

In apertura dicevo come in questo thriller di oltre cinquecento pagine, ma che si legge d’un fiato, compaiano tutti i temi cari a King: il male che prende forma – come non pensare a Pennywise – e si nutre delle paure degli esseri umani, l’adolescenza e le sue contraddizioni, il sovrannaturale – che fa tornare  Le notti di Salem -, e il baseball, solo per citarne alcuni.

The Outsider non stupisce per originalità proprio perché riprende argomenti che i lettori costanti (così King definisce i suoi affezionati) hanno incontrato molte volte nella sua produzione, e il bello è proprio questo.

Se c’è una cosa che i lettori del Re amano, è ritrovarsi nelle atmosfere che li hanno fatti innamorare della sua scrittura, e c’è da scommettere che chi dovesse leggere come primo suo libro questo, sarà immediatamente rapito dalla potenza della narrazione.

King, Stephen, The Outsider, Sperling&Kupfer, 2018, traduzione di Luca Briasco, pp. 530, euro 21,90

Stephen King è uno scrittore statunitense. Autore di romanzi e racconti best seller che attingono ai filoni dell’orrore, del fantastico e della fantascienza, è considerato un maestro nel trasformare le normali situazioni conflittuali della vita – rivalità fra coetanei, tensioni e infedeltà coniugali – in momenti di terrore. Tra i suoi libri più noti si ricordano Shining (1976; il film, del 1980, venne diretto da Stanley Kubrick); La zona morta (1979; versione cinematografica del 1983, per la regia di David Cronenberg); Christine la macchina infernale (1983; il film, dello stesso anno, è di John Carpenter); It (1986, il film è del 1990); Misery (1987; noto in Italia con il titolo Misery non deve morire, la pellicola è stata realizzata da Rob Reiner nel 1990), Mr Mercedes (2014). Tra gli altri ricordiamo: Cuori in Atlantide (2000), La casa del buio (2002), Notte buia, niente stelle (2010), Chi perde paga (2015), Fine turno (2016), The Outsider (2018).

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Sono veneta di nascita e milanese di adozione. Fiera di essere nata negli ultimi anni Settanta, quando ho compiuto quarant’anni ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di comunicazione digitale, quindi sto più spesso davanti al pc che a un cocktail per un happy hour. Ho iniziato da bambina a girare il mondo insieme ai miei amici: sono partita per il New England con Louisa May Alcott, ho visto Macondo con Gabriel Garcia Marquez, mi sono fermata a Derry con Stephen King, mi sono imbarcata sul Pequod con Herman Melville e sono stata in Grecia con Oriana Fallaci. Il viaggio continua, spesso verso luoghi sconosciuti, sempre con la voglia di perdermi cercando la strada. Ho una passione per la letteratura noir, anche perché si sa che il nero snellisce. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva nel 2017, in un giorno di maggio. Maggio sa perché. Ho lavorato per molti portali online dedicati alla letteratura. Qui chiacchiero di libri, intervisto autori, racconto iniziative e segnalo uscite interessanti. Sono una lettrice, non un critico, e anche se non mi piace leggere tutto e non tutto quello che leggo mi piace, nel blog ho scelto di condividere solo esperienze legate ai libri che amo. Scrivimi a eva@foreva.it

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