La legge del Drago, di Lorenzo Visconti

La legge del Drago, di Lorenzo Visconti

La legge del Drago, di Lorenzo ViscontiMilano, 2009 – Una ragazza viene trovata morta su una panchina dei giardini pubblici Indro Montanelli, il parco immerso nel cuore del capoluogo lombardo.

Il magistrato si prepara ad archiviare il caso come suicidio, i polsi tagliati della giovane sembrano lasciare pochi dubbi sulle dinamiche dei fatti.

Lara Serrano però non crede che quella morte sia un atto volontario, e per far luce sull’accaduto chiede aiuto al suo ex partner, l’ispettore della questura di Milano Lorenzo Visconti, detto il Drago.

Il Drago è uno sbirro che ha passato gli ultimi mesi della sua vita a San Vittore, accusato di un crimine che non ha commesso, e uscito in attesa del processo che quasi certamente si concluderà con una condanna, dopo qualche tentennamento accetta di aiutare l’amica.

“Con l’esperienza della galera ho imparato a rivalutare le priorità. In primis, eliminare i tempi morti. La noia l’ho già provata e consumata. La gente dopo quindici giorni si annoia anche in vacanza e sente nostalgia di casa; figurarsi otto mesi in gabbia: uccideresti per ritornare alle tue abitudini o anche solo per provare qualcosa di diverso, per inseguire pensieri estemporanei”.

A parte l’essere diventato vegetariano, la galera non l’ha cambiato ma piuttosto indurito, e i suoi metodi di indagine sconfinano sempre nell’illecito.

Ex pugile dilettante, non esita a usare la forza per estorcere le informazioni che gli servono, o per essere convincente nel dare consigli.

Alla vita porta una cintura di coccodrillo, che spesso arrotola intorno alla mano prima di colpire interlocutori difficili, e ama far credere che da quel suo tratto distintivo dipenda il suo soprannome (non rivelerebbe mai di averlo ereditato dalla famosa canzone di Gaber, che faceva da sottofondo a una bravata compiuta da ragazzino). In sella alla sua Ducati sfreccia attraverso i quartieri di una città che si prepara a Expo e che è in pieno boom edilizio con tutto ciò che tristemente ne consegue: corruzione e speculazione, soprattutto.

Il Drago indaga sul caso della giovane, ma non rinuncia a ritornare nel luogo dove è cominciato il suo, di caso. E quel luogo si trova proprio nel centro di Milano, ai piedi di un palazzo che si prepara a essere il simbolo della modernità e del progresso, ma che nasconde dei segreti torbidi.

Lorenzo Visconti non lo sa, ma mentre cerca di sciogliere dei nodi, mettendo a rischio la sua vita e quella dei suoi compagni d’avventura, qualcuno lo tiene pericolosamente d’occhio.

Un noir metropolitano dai ritmi forti, che non fa sconti, che rivela il lato nero di una città che dietro l’apparenza scintillante nasconde un lato buio. Un libro che tiene incollati fino all’ultima riga, e del quale non si vede l’ora di leggere il seguito.

La legge del Drago, uscito inizialmente per Amazon, è ora in libreria per Cairo Publishing. Lorenzo Visconti, è lo pseudonimo usato per questo titolo dallo scrittore Paolo Roversi.

Visconti, Lorenzo, La legge del Drago, Cairo Publishing, 2018, euro 14,00.

Paolo Roversi è nato nel 1975. Scrittore, giornalista e sceneggiatore, vive a Milano. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive e cortometraggi. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera.

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Eva Massari, veneta di nascita e milanese di adozione. Ho da poco superato i quaranta e ho fatto una bellissima festa per non pensarci. Mi occupo di relazioni pubbliche, col risultato che spesso trascuro le mie. Amo i palindromi perché più del verso mi intriga l’inverso, e mi piace avere l’ultima parola, anche se sono l’unica a sentirla. Ho imparato a stendere la sfoglia da una nonna bresciana, a fare i dolci da una vicentina, e a bruciare il sugo da sola. Vorrei avere una cabina armadio griffatissima e un posto auto vicino all’ufficio, ma nel frattempo giro per mercatini e prendo l’autobus. Ho inventato forEva in un giorno di maggio. Maggio sa perché.

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